Il cielo sopra Kourou si è illuminato a giorno quando il potente Ariane 6 ha dato inizio alla sua 7ª missione operativa. Dal centro spaziale della Guyana Francese, il vettore pesante europeo ha trasportato in orbita un carico prezioso composto da 32 satelliti della costellazione Amazon Leo, segnando un passo fondamentale per il progetto di connettività satellitare di Jeff Bezos. Questa operazione, denominata VA268, rappresenta il 2° volo della variante più performante del razzo, la versione 64, equipaggiata con 4 propulsori a propellente solido che garantiscono la spinta necessaria per raggiungere le orbite terrestri basse. Mentre la diretta streaming mostrava la separazione degli stadi, l’Europa ha confermato ancora una volta la propria indipendenza tecnologica nello Spazio profondo, portando a termine un lancio millimetrico che promette di cambiare gli equilibri delle telecomunicazioni mondiali. L’obiettivo della missione è chiaro: espandere la rete a banda larga che mira a coprire le zone più remote del pianeta entro i prossimi anni.
La potenza dell’Ariane 64
La missione VA268 ha messo in mostra i muscoli dell’industria aerospaziale europea. Il protagonista assoluto è stato Ariane 64, la configurazione più estrema del nuovo vettore, caratterizzata da 4 “strap-on booster” che garantiscono una potenza di spinta superiore rispetto alla versione base. Con una carenatura protettiva lunga ben 20 metri, il razzo ha protetto il prezioso carico di Amazon durante le fasi critiche dell’ascesa, rilasciando i satelliti in orbita dopo il liftoff.
È stato il 7° volo in assoluto per Ariane 6 e il 2° per la variante 64. Il 1° test operativo di questa specifica configurazione era avvenuto a febbraio, dimostrando la capacità di immettere satelliti con precisione chirurgica nell’orbita terrestre bassa. Per Amazon, questo successo rappresenta una conferma tecnica fondamentale: il colosso dell’e-commerce ha già prenotato un totale di 18 lanci con Arianespace per costruire la propria infrastruttura orbitale.
La guerra delle megacostellazioni: Amazon contro SpaceX
Amazon Leo, originariamente conosciuto come Project Kuiper, rappresenta la risposta diretta alla rete Starlink di SpaceX. Sebbene i numeri siano ancora a favore di Elon Musk, che vanta una flotta di oltre 10mila satelliti già operativi, la strategia di Amazon punta tutto sulla velocità di implementazione e sulla diversificazione dei vettori. Il piano finale prevede il posizionamento di circa 3.200 satelliti, una rete più snella ma progettata per garantire prestazioni elevate nel mercato della banda larga. Per completare l’opera saranno necessari oltre 80 lanci, distribuiti tra diversi partner tecnologici tra cui figurano lo stesso Ariane 6, il Falcon 9 e i razzi della United Launch Alliance come l’Atlas V e il Vulcan Centaur. Ad oggi sono state completate 10 missioni di questo tipo, l’ultima delle quali avvenuta appena 3 giorni fa.








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