Per la prima volta dopo oltre 50 anni, l’umanità sta nuovamente navigando attraverso lo spazio lunare, segnando un traguardo fondamentale per l’esplorazione cosmica. Proprio questa mattina, alle ore 06:41 ora italiana, i 4 astronauti della missione Artemis II sono ufficialmente entrati nella sfera di influenza della Luna, la regione in cui l’attrazione gravitazionale del nostro satellite supera quella terrestre. In quel preciso istante, la capsula Orion viaggiava a circa 62.764 km di distanza dalla superficie lunare e a ben 373.368 km dal nostro pianeta. Il team, formato da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, è di fatto il primo gruppo di esseri umani a varcare questa delicata soglia dal lontano dicembre del 1972, quando i 3 membri della missione Apollo 17 portarono a termine l’ultimo storico allunaggio del programma spaziale americano.
Il programma di oggi e il flyby da record
Oggi non è previsto alcun atterraggio sulla superficie lunare o un inserimento in orbita stabile. L’obiettivo primario della giornata è un sorvolo ravvicinato (flyby) della faccia nascosta della Luna. Avendo superato l’ingresso nella sfera d’influenza lunare, gli astronauti si preparano ora a iniziare il loro periodo di riposo alle 08:20 ora italiana, per poi ricevere la sveglia alle 16:50 e dare ufficialmente il via al 6° giorno di volo.
La fase cruciale prenderà il via alle 20:45 ora italiana, segnando l’inizio del flyby. Poco prima di questo momento, esattamente alle 19:56, l’equipaggio supererà il record di massima distanza dalla Terra mai raggiunta da un volo con equipaggio. L’attuale primato appartiene agli astronauti dell’Apollo 13, che nell’aprile del 1970 si spinsero fino a 400.171 km dal nostro pianeta.
La notte di Artemis II: l’incontro ravvicinato e l’eclissi solare
Durante la notte italiana tra il 6 e il 7 aprile si concentreranno gli eventi più spettacolari e delicati della missione. Alle 00:44 è prevista la temporanea perdita di comunicazione con i centri di controllo a Terra per circa 40 minuti, causata dal passaggio della navicella Orion dietro al disco lunare. Il punto di massimo avvicinamento al nostro satellite verrà toccato alle 01:02. Pochi minuti dopo, alle 01:07, Artemis II raggiungerà la distanza siderale di 406.773 km dalla Terra, stabilendo il nuovo record assoluto di lontananza per il genere umano. Le comunicazioni riprenderanno intorno alle 01:25. Successivamente, l’equipaggio godrà di una visuale esclusiva attraversando un’eclissi solare totale, visibile dalla capsula tra le 02:35 e le 03:32, orario in cui si concluderanno ufficialmente le operazioni legate al flyby. Questo sorvolo ravvicinato permetterà di raccogliere dati cruciali per comprendere meglio la geologia e la morfologia del terreno lunare.
I preparativi a bordo e il ritorno a casa
Per garantire il perfetto allineamento verso questi traguardi, l’equipaggio ha portato a termine un’importante correzione di rotta. Alle 05:03 di stamattina, i propulsori di Orion si sono accesi per 17,5 secondi, affinando in modo millimetrico la traiettoria di volo verso il satellite. Durante le prime ore della giornata lavorativa, gli astronauti hanno anche completato con successo i test sulle tute spaziali Orion Crew Survival System (OCSS). Hanno indossato e pressurizzato l’equipaggiamento, verificando l’assenza di perdite, valutando la propria mobilità, la capacità di nutrirsi e simulando le manovre di ingresso nei sedili: si tratta di elementi vitali per garantire la sopravvivenza in caso di decompressione della cabina e durante le delicate fasi di volo.
La spinta gravitazionale generata da questo imminente incontro lunare fungerà da vera e propria “fionda”, indirizzando la capsula Orion verso la rotta di ritorno sulla Terra. Il viaggio di 10 giorni si concluderà venerdì 10 aprile, terminando con un ammaraggio assistito da paracadute nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo delle coste di San Diego.
