C/2026 A1 (MAPS): la cometa del secolo o un miraggio di ghiaccio? Sabato la prova del fuoco

la cometa "sungrazer" si avvicinerà al Sole come poche altri nella storia: ecco cosa aspettarsi dal corpo celeste che potrebbe illuminare i nostri cieli

Fiato sospeso per l’arrivo della cometa C/2026 A1 (MAPS), un oggetto celeste che questo sabato affronterà il suo momento della verità passando a una distanza ravvicinatissima dalla superficie del Sole. Questo corpo ghiacciato, appartenente al celebre gruppo delle “sungrazer” di Kreutz, si troverà a soli 160mila km dalla nostra stella, una regione dove il calore è talmente estremo da poter vaporizzare istantaneamente gran parte della sua struttura. Se la cometa riuscirà a sopravvivere a questo inferno solare senza frantumarsi, potrebbe dare vita a uno degli spettacoli astronomici più luminosi e memorabili degli ultimi decenni, superando in brillantezza persino il pianeta Giove. Gli esperti sono divisi tra chi teme una rapida scomparsa e chi spera in una “morte gloriosa” capace di liberare enormi quantità di polvere riflettente, rendendo la coda visibile a occhio nudo in tutto il mondo. Un evento di tale portata non si verificava da anni, e la sua evoluzione terrà i telescopi puntati verso il Sole per l’intero fine settimana.

Un incontro ravvicinato ai confini della fisica

La cometa MAPS non è un visitatore comune. Sabato, il suo perielio (il punto di minima distanza dal Sole) la porterà a circa 860mila km dal centro della stella, il che significa appena 160mila km sopra la fotosfera. Per avere un termine di paragone, si tratta di meno della metà della distanza che separa la Terra dalla Luna. In quella zona, l’intensità della radiazione solare è tale da poter fondere molti metalli, figuriamoci una “palla di neve sporca” composta da ghiaccio e polveri.

Attualmente, la cometa brilla di magnitudine 7, risultando invisibile a occhio nudo. Tuttavia, le previsioni indicano che sabato potrebbe raggiungere una magnitudine di -2.7, diventando luminosa quanto Giove. Ciò rappresenterebbe un incremento di luminosità di circa 10mila volte in meno di una settimana. Il problema principale per gli osservatori terrestri resta la vicinanza prospettica al Sole (solo 2.6 gradi): tentare di scorgerla senza protezioni professionali è estremamente pericoloso e può causare la cecità permanente.

Il destino segnato delle “comete radenti”

La C/2026 A1 fa parte del gruppo di Kreutz, una famiglia di frammenti derivanti dalla rottura di una gigantesca cometa avvenuta secoli fa. Questi oggetti sono famosi per le loro orbite che sfiorano la corona solare. Sebbene molte “sungrazer” vengano completamente annichilite durante il passaggio, la storia ricorda giganti come la Hale-Bopp o la McNaught che hanno regalato panorami mozzafiato. Ciò che rende gli scienziati ottimisti riguardo alla MAPS è il suo anticipo di scoperta. È stata avvistata ben 11,5 settimane prima del perielio, un record per questa categoria di oggetti. Questo suggerisce che il nucleo della cometa sia insolitamente grande e solido, aumentando le probabilità che almeno una parte di essa sopravviva al calore estremo. Anche se dovesse frantumarsi subito dopo il passaggio radente, la frammentazione esporrebbe nuovo ghiaccio interno alla luce solare, creando una coda di polveri e gas vastissima e brillantissima.

Come e quando osservare lo spettacolo

Se la cometa sopravvivrà alla sua “nemesi” solare, lo spettacolo migliore si sposterà nel viaggio di allontanamento. Al momento, la posizione della cometa favorisce l’emisfero australe, ma se la luminosità sarà quella sperata, diventerà visibile anche nel nostro emisfero. In ogni caso, gli osservatori solari spaziali forniranno immagini in tempo reale per monitorare se il nucleo rimarrà integro. Per chi dovesse rimanere deluso da un’eventuale disintegrazione della MAPS, il cielo di aprile offre già un’alternativa: la cometa C/2025 R3 (PanSTARRS). Sebbene non sia destinata a raggiungere i picchi di luminosità della MAPS, la PanSTARRS sarà molto più lontana dal bagliore solare (circa 20 gradi) intorno al 19 aprile, rendendosi facilmente visibile con magnitudine 3 sotto cieli bui, un obiettivo perfetto per gli appassionati e gli astrofili.