Questa mattina, alle ore 09:59, la terra è tornata a farsi sentire nel cuore pulsante dei Campi Flegrei. L’Osservatorio Vesuviano ha infatti comunicato tempestivamente all’amministrazione comunale di Pozzuoli l’accadimento di un terremoto magnitudo 2.1 (con un margine di errore di 0.3), localizzato con precisione nei pressi di via Cupa Cigliano. Il sisma si è prodotto a una profondità estremamente superficiale, stimata intorno ai 2,68 km, un fattore che ha contribuito a rendere la vibrazione chiaramente avvertibile nonostante l’energia moderata sprigionata dalla rottura delle rocce.
È possibile sia stato avvertito boato sordo, un fenomeno acustico frequente in questa zona quando i terremoti avvengono a ridosso della superficie. L’evento odierno si inserisce nel monitoraggio continuo condotto dall’INGV, che analizza senza sosta le variazioni del suolo e la sismicità legata alla fase di sollevamento in corso, fornendo aggiornamenti costanti attraverso i propri bollettini settimanali e mensili per garantire la sicurezza della popolazione.
La sismicità dei Campi Flegrei e il bradisismo
La zona dei Campi Flegrei non è un vulcano tradizionale dal profilo conico, ma una vasta caldera, ovvero una depressione formata dal collasso di grandi camere magmatiche in seguito a eruzioni preistoriche. La sismicità di quest’area è indissolubilmente legata al bradisismo, un fenomeno unico al mondo che consiste in un lento ma inesorabile sollevamento o abbassamento del suolo. Negli ultimi anni, la zona di Pozzuoli e dei comuni limitrofi ha attraversato una fase di sollevamento (bradisismo positivo), accompagnata da una frequente attività sismica. Questi terremoti non sono causati dal movimento delle grandi placche tettoniche, come avviene nell’Appennino, ma sono eventi vulcano-tettonici. Si tratta di scosse generate dalla risposta elastica della crosta terrestre alle sollecitazioni interne del sistema vulcanico, che provocano micro-fratturazioni negli strati rocciosi più superficiali.
Perché si verificano i terremoti nella zona?
Il motivo principale per cui la terra trema a Pozzuoli risiede nella dinamica dei fluidi e del magma nel sottosuolo. Sotto la caldera dei Campi Flegrei si trova un complesso sistema idrotermale e magmatico. Quando la pressione dei gas o del magma aumenta, o quando i fluidi sotterranei si riscaldano, spingono verso l’alto la “cupola” di roccia sovrastante. Questo processo causa 2 effetti principali: il sollevamento del suolo, visibile attraverso i dati GPS e i rilievi topografici, e la sismicità, cioè la roccia, sottoposta a una tensione crescente, arriva a un punto di rottura, liberando energia sotto forma di onde sismiche.
La profondità molto contenuta di questi eventi (spesso entro i 3 km, come nel caso di via Cupa Cigliano) spiega perché anche scosse di magnitudo relativamente bassa, intorno a 2.0 o 2.5, vengano avvertite distintamente dalla popolazione e siano spesso precedute o accompagnate da boati, dovuti alla propagazione delle onde d’urto nell’aria.



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