Campo Imperatore, muri di neve sulla strada: turbine al lavoro senza sosta per riaprire la S.S. 17 | FOTO

Cumuli alti metri, neve bagnata fino a 700 kg a metro cubo e operatori della Provincia dell’Aquila in azione tra Fonte Cerreto e l’Albergo Museo

Non solo una splendida giornata sugli sci: a Campo Imperatore, dietro le cartoline perfette dall’altopiano del Gran Sasso, c’è un lavoro duro e silenzioso che continua senza sosta lungo la S.S. 17 diramazione abruzzese. Tra Fonte Cerreto e l’Albergo Museo di Campo Imperatore, i mezzi della Provincia dell’Aquila sono impegnati da ore per riaprire l’arteria sommersa dalla neve, fondamentale per l’accesso al comprensorio. Le ultime giornate, tra sbalzi di temperatura e meteo in continuo cambiamento, hanno trasformato il manto nevoso in una massa pesante e compatta. In queste condizioni la neve bagnata può raggiungere densità impressionanti: un metro cubo può arrivare a pesare fino a 700 chilogrammi, rendendo lo sgombero lento e particolarmente impegnativo per gli operatori.

Neve Campo Imperatore turbine
Turbine al lavoro sulla SS17 per Campo Imperatore – foto di Gianfranco Cocciolone

Per “aprire” la strada non bastano le normali lame: servono le turbine, macchine specializzate progettate per affrontare cumuli di neve alti diversi metri e liberare passi montani e tratti esposti del tracciato, come già accaduto in passato sulla direttrice per Campo Imperatore in occasione di nevicate eccezionali. Si tratta di operazioni tecniche complesse, che richiedono tempo, estrema precisione e condizioni di sicurezza sempre sotto controllo, ma che rappresentano spesso l’unica soluzione per evitare l’isolamento di località turistiche e strutture in quota.

Mentre in quota si gode ancora l’inverno delle grandi occasioni, lungo la S.S. 17 dir la sfida è contro muri di neve che nascondono l’asfalto e ridisegnano il paesaggio. Un lavoro quotidiano, spesso invisibile, grazie al quale, nelle prossime ore, la montagna potrà tornare ad essere raggiungibile in sicurezza da sciatori, escursionisti e turisti diretti verso uno degli scenari più suggestivi dell’Appennino centrale.