Migliorare le previsioni meteo a breve termine potrebbe ridurre la mortalità da caldo negli Stati Uniti tra il 18 e il 25% entro il 2100, compensando in parte gli effetti dell’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico. Lo evidenzia uno studio guidato da Derek Lemoine, professore di economia presso l’University of Arizona Eller College of Management, insieme a ricercatori di Columbia University, University of Oregon e Princeton University, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Quando eventi meteorologici estremi si avvicinano, avvisi tempestivi e accurati consentono alle persone di modificare i propri comportamenti e adottare misure di protezione. In questo contesto, l’accuratezza delle previsioni emerge come un fattore determinante per ridurre i rischi sanitari associati al caldo estremo.
“Questo potrebbe compensare l’aumento dei decessi legati al caldo causati dal cambiamento climatico – spiega Lemoine – Pur restando preferibile evitare il cambiamento climatico, esistono strumenti per attenuarne gli effetti sulla mortalità”.
Lo studio
Per arrivare a queste conclusioni, il team ha analizzato le previsioni del National Weather Service per il giorno successivo su tutto il territorio degli Stati Uniti continentali dal 2004, integrandole con dati meteorologici osservati raccolti dal PRISM Climate Group dell’Oregon State University e con i registri di mortalità a livello di contea dei Centers for Disease Control and Prevention. Eliminando i decessi non correlati al meteo, i ricercatori hanno individuato nell’accuratezza delle previsioni una variabile chiave nel rapporto tra temperatura e mortalità: il rischio maggiore si verifica quando il caldo viene sottostimato.
Successivamente, gli studiosi hanno elaborato scenari futuri basati su possibili sviluppi tecnologici, includendo il ruolo dell’intelligenza artificiale, i cambiamenti nei finanziamenti e l’evoluzione delle risorse umane nel settore meteorologico. Le simulazioni hanno considerato diversi livelli di riscaldamento climatico, da condizioni stabili fino a un aumento di 3,8°C entro la fine del secolo.
I risultati mostrano che, in più scenari, previsioni più precise potrebbero neutralizzare gran parte dell’incremento atteso dei decessi legati al caldo. Al contrario, un peggioramento della qualità delle previsioni potrebbe contribuire ad aumentare le vittime.


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