“Tutta l’Europa è già colpita dagli impatti del cambiamento climatico, a dimostrazione del fatto che le politiche climatiche sono vitali per il futuro di tutti e tutte, ma in particolare per l’Europa e per l’Italia”: il WWF commenta i dati del rapporto European State of the Climate 2025, elaborato da Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, dal servizio Copernicus Climate Change Service e dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Nel 2025 il 95% dell’Europa ha registrato temperature sopra la media, mentre diminuiscono le giornate invernali sotto zero. Anche gli oceani europei hanno toccato temperature record per il quarto anno consecutivo, con effetti negativi su biodiversità, specie e habitat. Il Mar Mediterraneo risulta particolarmente colpito, con frequenti ondate di calore marine e temperature tra le più alte mai osservate.
Sul fronte idrico, circa il 70% dei fiumi europei presenta portate inferiori alla media e il 2025 è tra gli anni più secchi dal 1992; a maggio oltre metà del continente era in siccità. Gli incendi boschivi hanno devastato oltre un milione di ettari, superando ogni record precedente e aumentando le emissioni. Questi fenomeni estremi incidono gravemente sulla biodiversità, alterando habitat e cicli naturali. Nonostante i progressi nelle politiche integrate clima-natura, il rapporto sottolinea la necessità di accelerare gli interventi per proteggere ecosistemi e biodiversità.
Una crisi anche economica
Ai dati dell’ESOTC sugli impatti della crisi climatica in corso fanno riscontro quelli sulle perdite economiche. Secondo l’ultimo report del Swiss Re Institute, nel 2025 le perdite legate ai disastri naturali, aumentati di numero e intensità dal cambiamento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili, hanno causato a livello globale danni per ben 235 miliardi di dollari. “Il clima e la biodiversità sono in crisi ma, come la rana nella pentola che bolle, i governi vedono le altre crisi, senza accorgersi delle cause. Purtroppo, i cittadini europei già soffrono le conseguenze della temperatura che nel vecchio continente aumenta più che altrove. Il territorio italiano, poi, ha già tanti motivi di fragilità e dissesto che rischiano di essere esponenzialmente moltiplicati dagli impatti climatici. Occorre anche considerare che il nostro Paese è immerso in un mare sempre più caldo, che alimenta fenomeni sempre più intensi, che le nostre riserve e le nostre montagne sono a rischio perché i ghiacciai che si fondono sempre più rapidamente, mentre le ondate di calore sempre più intense e frequenti e la scarsità delle precipitazioni aumentano il rischio siccità. Insomma, invece di alimentare la stucchevole narrativa ideologica contro il green deal, noi dovremmo essere in testa alla UE per chiedere politiche climatiche efficaci e il rapido abbandono dei combustibili fossili: perché non lo siamo?”, ha dichiarato Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.
