I cambiamenti evidenti su Marte spesso richiedono milioni di anni, ma la sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha immortalato una coltre di cenere scura che si sta diffondendo sul pianeta in pochi decenni. Una nuova immagine della telecamera stereo ad alta risoluzione (HRSC) di Mars Express mostra una scena divisa in due parti, con le sabbie color ocra brillante di Marte a contatto con depositi scuri di cenere vulcanica. Quando questa parte di Marte fu osservata dalle sonde Viking della NASA nel 1976, la cenere era notevolmente meno diffusa di quanto lo sia oggi.
L’oscurità incontra la luce
Quindi, cosa rende scura la parte scura? A differenza della polvere color ocra e delle rocce frantumate che ricoprono la maggior parte di Marte, si pensa che questo materiale scuro sia stato prodotto e distribuito dai vulcani. Marte ha una storia nota di attività vulcanica; ospita persino il vulcano più grande del Sistema Solare, l’Olympus Mons, che si erge a più del doppio dell’altezza del vulcano più grande della Terra (Mauna Kea).
Il materiale vulcanico è ricco di minerali “mafici” che si formano ad alte temperature – olivina e pirosseno ne sono esempi chiave – e che conferiscono allo strato di cenere il suo colore scuro. La diffusione della cenere negli ultimi 50 anni può essere spiegata in due modi: o è stata sollevata e trasportata dai venti marziani, oppure la polvere ocra che in precedenza ricopriva la cenere scura è stata spazzata via.
All’interno di questo strato di cenere è visibile un grande cratere. È circondato da un anello di materiale più chiaro rispetto al paesaggio circostante: questo anello è noto come “copertura di ejecta” ed è costituito da materiale espulso dall’impatto che ha formato il cratere stesso. Questo cratere ha un diametro di circa 15km e presenta interessanti linee ondulate al suo interno, che indicano dove il materiale ghiacciato si è infiltrato al suo interno.

Cambiamenti costanti
Marte possiede alcuni colossali bacini da impatto, tutti formatisi inizialmente a seguito della collisione di grandi rocce con il pianeta. Questa scena si svolge in uno di questi luoghi: Utopia Planitia, un antico bacino con un diametro di circa 3300km (poco meno del doppio della lunghezza del deserto del Sahara).
Si pensa che un tempo Utopia Planitia ospitasse unoCredit: ESA/DLR/FU Berlin forse un lago o persino un oceano. Ora è riempito di roccia e sabbia, ma conserva ancora molta acqua sotto la superficie sotto forma di ghiaccio. Molte formazioni del paesaggio mostrano ancora segni della presenza di acqua in passato.
Alcuni di questi segni sono visibili in basso a destra dell’immagine principale, nella scura coltre di cenere. Qui si possono notare delle fosse vagamente arrotondate con bordi ondulati. Queste formazioni sono molto comuni in questa parte di Marte e indicano che la regione è periglaciale (ai margini dei ghiacciai o in paesaggi a clima freddo, soggetti a cicli di congelamento e scongelamento, tipicamente caratterizzati da grandi quantità di ghiaccio sepolto).
Queste depressioni si formano quando il ghiaccio sotto la superficie si scioglie o fuoriesce nell’aria, causando l’instabilità e il crollo del terreno sovrastante. Non si presentano isolate, ma si uniscono a formare aree più ampie, offrendo un perfetto esempio di come la superficie di Marte sia in costante cambiamento.
Un labirinto di fratture
Potrebbe non attirare la nostra attenzione allo stesso modo della cenere scura, ma la metà sinistra di questa scena bicolore è altrettanto affascinante. All’estrema sinistra si trova una curiosa formazione che si osserva spesso su Utopia Planitia: una serie di fossati ombrosi lunghi circa 20km e larghi 2km che si estendono sulla superficie, incontrandosi a formare una figura gigantesca (vedi l’immagine ravvicinata qui sotto).
Questi fossati – noti anche come graben – si formano quando la superficie si frattura, sia a causa di strati di sedimenti umidi che creano punti deboli, sia per via dell’attività tettonica.

Decenni di esplorazione di Marte
Questa immagine è stata catturata da HRSC, uno degli otto strumenti all’avanguardia a bordo di Mars Express. Mars Express ha catturato ed esplorato i numerosi paesaggi di Marte sin dal suo lancio nel 2003. L’orbiter ha mappato la superficie del pianeta con una risoluzione senza precedenti, a colori e in tre dimensioni per oltre due decenni, fornendo informazioni che hanno drasticamente cambiato la nostra comprensione del nostro vicino planetario.


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