È scomparso nel nulla dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, lungo la strada statale 16, in Molise, avvenuto a causa del maltempo. Domenico Racanati, 53 anni, originario di Bisceglie, si trovava alla guida della sua Fiat Bravo quando la struttura ha ceduto improvvisamente, trascinando con sé il veicolo. Da quel momento non si hanno più notizie dell’uomo. L’episodio è stato segnalato da un automobilista che viaggiava poco prima di lui e che avrebbe assistito alla scena, fornendo poi la sua testimonianza alle forze dell’ordine. Le ricerche sono in corso, mentre cresce l’angoscia dei familiari, in attesa di risposte.
Il racconto della moglie tra dolore e paura
“È andato via ieri mattina alle quattro, io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo”. Con queste parole, tra le lacrime, Vanessa racconta le ultime ore prima della scomparsa del marito. La donna ripercorre i momenti precedenti al viaggio e descrive lo stato d’animo che da allora accompagna lei e la sua famiglia. “Doveva raggiungere la Capitaneria di porto di Ortona per avviare una piccola attività di pesca – racconta all’ANSA la donna – aveva già portato le reti per andare a lavorare, ma a Ortona non è mai arrivato”. Le parole della moglie restituiscono il quadro di una quotidianità interrotta bruscamente, di un progetto di vita che si stava concretizzando e che ora resta sospeso nell’incertezza più totale.
Una famiglia in attesa di notizie
La coppia, sposata da 22 anni, ha due figlie di 22 e 16 anni, entrambe a casa con la madre in queste ore drammatiche. “Che sono a casa con me e sperano”, dice con un filo di voce Vanessa, lasciando emergere tutta la fragilità e la tensione del momento. La famiglia vive sospesa tra speranza e timore, aggrappata a ogni possibile sviluppo delle ricerche. Il tempo sembra essersi fermato, scandito solo dalle notizie frammentarie che arrivano dal luogo dell’incidente. L’assenza di certezze alimenta un dolore che cresce di ora in ora, mentre la comunità si stringe attorno ai familiari.
I primi elementi e il timore del peggio
Nel frattempo emergono alcuni dettagli che aumentano l’apprensione. “Ho saputo che il paraurti della sua auto è stato trovato incastrato tra il pilone del ponte e un ramo o un albero, non ho ben capito. Temo il peggio”. Le parole della donna riflettono la paura concreta che si sta facendo strada, supportata da indizi che lasciano poco spazio all’ottimismo. A riferire dell’accaduto è stato un automobilista che precedeva il 53enne, mentre i carabinieri stanno portando avanti gli accertamenti del caso. “So che ha parlato ai carabinieri che hanno sequestrato la macchina ma non so altro”, continua Vanessa, evidenziando quanto ancora sia incerto il quadro complessivo della vicenda.
Tra speranza e disperazione
L’ultimo contatto risale alla mattina stessa della tragedia: “l’ho sentito ieri mattina alle 9, poi il silenzio”. Da quel momento, nessuna notizia. Un vuoto che pesa come un macigno e che rende ancora più difficile affrontare l’attesa. Eppure, nonostante tutto, la speranza non si spegne del tutto, anche se accompagnata da una profonda consapevolezza del rischio: “lo so che i miracoli accadono, ma abbiamo paura”.



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