Mentre l’Alto Molise e l’Alto Vastese restano isolati a causa dei numerosi dissesti stradali, il ponte Sente-Longo resta chiuso e inaccessibile. Nei giorni scorsi Anas ha installato barriere di cemento armato — simili a quelle “antiterrorismo” — agli imbocchi del viadotto, rendendo impossibile qualsiasi attraversamento, anche non autorizzato. La decisione è arrivata dopo che alcuni cittadini, esasperati dalla mancanza di alternative viarie, avevano rimosso le transenne e attraversato l’opera chiusa da oltre otto anni, in una sorta di “riapertura forzata” per necessità.
Una scelta, quella di Anas, che contrasta con le promesse di una riapertura almeno parziale avanzate dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, durante una recente visita in Basso Molise. Il clima resta teso e il tono delle reazioni è polemico: si parla di “ponte blindato” e di “cittadini prigionieri di una viabilità inesistente”.

Sul piano tecnico, la struttura continua a essere dichiarata non sicura. La criticità principale riguarda la pila numero 7, soggetta a una rotazione anomala. In corso i lavori di consolidamento del pendio e delle fondazioni, con gabbioni, micropali e drenaggi. Il primo lotto, che coinvolge anche altre tre pile, ha una durata prevista di circa 250 giorni. L’opera complessiva, secondo le stime, richiederà circa 50 milioni di euro.

Nonostante il viadotto non abbia registrato nuovi danni dopo le recenti ondate di maltempo, Anas ribadisce che non esistono ancora le condizioni minime di sicurezza per una riapertura, nemmeno parziale. Le autorità locali e la Protezione civile confermano la linea: il ponte Sente-Longo resterà chiuso fino al completamento dei lavori di consolidamento strutturale.
Realizzato in acciaio e calcestruzzo tra il 1974 e il 1977, è situato sull’omonimo fiume e collega le regioni Abruzzo e Molise tra il territorio di Castiglione Messer Marino (CH), e Belmonte del Sannio (IS).


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?