Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto oggi al Sustainable Future Energy Summit 2026 organizzato da Class Editori per fare il punto sulla complessa situazione energetica internazionale e sulle risposte che il governo italiano sta mettendo in campo. Durante la diretta su Class Cnbc, il titolare dell’Ambiente ha analizzato con estrema precisione le ripercussioni delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, sottolineando come l’attuale congiuntura richieda un monitoraggio costante dei mercati. Il dibattito ha toccato temi fondamentali che spaziano dalla stabilità degli approvvigionamenti per il settore aeroportuale nazionale fino alle prospettive di stoccaggio del gas in vista della prossima stagione invernale. Pichetto ha delineato una strategia che punta con decisione verso il raggiungimento della massima indipendenza energetica possibile, considerando tale traguardo come il pilastro fondamentale per la sicurezza nazionale.
Mercati energetici e l’incognita dello Stretto di Hormuz
La situazione geopolitica in Medio Oriente continua a influenzare le dinamiche economiche globali, con particolare attenzione alle rotte marittime vitali per l’energia. Il Ministro ha chiarito la posizione dell’Italia rispetto ai rischi di approvvigionamento, distinguendo tra disponibilità fisica della materia prima e oscillazioni dei listini internazionali. “L’impatto della chiusura di Hormuz non è diretto sull’Italia, sicuramente c’è perché l’importazione è notevole e rilevante, ma l’impatto si è verificato sui prezzi“, ha dichiarato il Ministro. “Per gli aeroporti italiani sono abbastanza tranquillo. Non ci sono enormi difficoltà, possono esserci difficoltà sulle tempistiche di fornitura e questo può determinare una situazione di carenza, ma almeno non in riferimento ai mesi di aprile, maggio o giugno. Se la crisi dovesse peggiorare si arriva alla corsa del mondo a rifornirsi da parte dei paesi asiatici e la prima ripercussione sarebbe sui prezzi di petrolio e gas. Non ci sono grandi effetti sulle forniture, ma ripeto, più sul prezzo“.
Prezzi al consumo e stoccaggi invernali
Un punto centrale del dibattito riguarda la tutela delle famiglie e delle imprese di fronte a un mercato ancora volatile. La dipendenza dal termoelettrico rimane un nodo critico per la formazione del prezzo dell’elettricità, sebbene la stagionalità offra al momento un margine di respiro operativo per le procedure di sicurezza europee. “La valutazione del governo è riferita al fare una valutazione finale sul prezzo al consumatore delle materie energetiche. E’ chiaro che per fortuna si va verso l’estate, ed è una congiuntura favorevole. Un Paese che dipende dal termoelettrico per determinare il prezzo, genera qualche preoccupazione, un’eventuale esplosione del prezzo del gas avrebbe immediate conseguenze“, ha evidenziato Pichetto. “A livello europeo c’è stato l’invito a partire con le procedure di stoccaggio e sono iniziate le aste per il prossimo inverno, in riferimento a un aspetto contrattuale. Non pare ci siano enormi difficoltà e anche le previsioni rispetto al futuro di quelli che sono gli operatori non sono nere, certamente di preoccupazione, ma non nerissime“.
Il nodo accise e l’equilibrio di bilancio
Sul fronte interno, il governo si trova a dover bilanciare le spinte politiche dei partiti di maggioranza con la tenuta dei conti pubblici. La questione del decreto accise resta aperta, legata a un monitoraggio che si concluderà nelle prossime settimane per verificare l’effettiva necessità di un intervento fiscale diretto. “E’ una valutazione che dovrà fare il governo rispetto allo stato in cui ci troveremo tra 15 giorni“, ha sottolineato Pichetto . Rispetto al blocco del conto energia proposto dal vicepremier Matteo Salvini, Pichetto ha commentato: “Gli scenari possibili” di intervento “sono tanti, e investono quasi tutta l’economia. Salvini è anche segretario di partito, ed è giusto che faccia anche proposte di partito, che però per il momento non ho ancora avuto la possibilità di esaminare. Stiamo vedendo un po’ tutte le soluzioni rispetto anche al bilancio dello Stato italiano, all’equilibrio, che è al primo posto“.
La strategia per l’autonomia e il ritorno al nucleare
Per il lungo periodo, la visione del Ministero si sposta sulla necessità di diversificare il mix energetico per garantire la sovranità nazionale. Se le rinnovabili rappresentano una parte fondamentale del percorso, il governo guarda ora con decisione a una nuova generazione di energia atomica per completare il quadro dell’efficienza e della stabilità produttiva. “La sfida per il futuro è proprio quella di rendere il nostro paese, ma mi auguro tutta Europa, più autonomo possibile. La crisi che stiamo vivendo ci fa rendere conto che più autonomi, più indipendenti siamo e meglio è. Il percorso è quello di aumentare con queste condizioni. L’aumento di queste condizioni passa per le rinnovabili, fotovoltaico, geotermico, idroelettrico, ma non sono sufficienti a raggiungere quegli obiettivi e quindi è necessario avere il nucleare e parlo di buon nucleare“, ha spiegato il Ministro. “L’Italia ha previsto un disegno di legge che inizia in questi giorni la propria discussione a livello parlamentare per un ritorno nucleare di nuovo in generazione“.


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