Dopo le eccezionali nevicate causate dal ciclone Erminio sull’Appennino centrale tra 31 marzo e 3 aprile, con accumuli di diversi metri su Gran Sasso e Majella, è subentrato il pericolo valanghe. I problemi alla viabilità e il rischio di valanghe hanno portato alla chiusura di versanti, sentieri e impianti durante il periodo pasquale. Misure più che giustificate a giudicare dalle enormi e numerose valanghe che si sono staccate in questi giorni sia sulla Majella che sul Gran Sasso, favorite anche dal repentino aumento delle temperature che ha reso il manto nevoso molto instabile.
Le valanghe sulla Majella
La webcam installata da Chieti Meteo, in particolare, rivela i giganteschi distacchi di neve che sono avvenuti nel territorio montano della Majella. La valanga più imponente è quella che si è verificata dalla Rava della Giumenta Bianca. Qui l’enorme massa di neve ha distrutto una vasta area boschiva, estendendosi dai prati di Passo San Leonardo fino alla Rava. Molto grande anche la valanga che si è verificata a poca distanza (sulla desta nella foto), anche qui seppellendo vaste aree boschive.
Le valanghe sul Gran Sasso
Secondo un’analisi della pagina Facebook “Neve Appennino”, anche sul versante teramano del Gran Sasso si sono verificate diverse valanghe. In particolare, uno degli eventi più rilevanti è avvenuto al Pizzo San Gabriele. Nel Vallone di San Pietro, sono avvenuti scarichi provenienti dalle creste delle Fienare. Lama Bianca e Prato di Roma sono altre zone ampiamente interessate dai movimenti nevosi, così come Sella di Pizzo San Gabriele e Vena di Vado di Corno. Per quanto riguarda il Paretone Est del Corno Grande, i segni dei distacchi sono chiaramente visibili sui canali M1, M2 e nel Canalone Centrale.
Il pericolo valanghe persiste
Il pericolo valanghe continuerà ancora nei prossimi giorni, con le temperature che resteranno elevate e il manto nevoso che resterà instabile. È raccomandata la massima prudenza.


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