Etna, 25 aprile surreale: muri di neve fino a 6 metri e paesaggi da pieno inverno a 2600 metri | FOTO

Dopo le nevicate record di gennaio e aprile, l’Etna resta imbiancato: accumuli eccezionali e temperature sotto media mantengono viva una stagione fuori tempo

L’Etna oggi sembra essersi fermato in un inverno che non vuole saperne di lasciare spazio alla primavera. È il 25 aprile 2026 e sul versante sud, a quota 2600 metri, il vulcano più alto d’Europa mostra un paesaggio che ricorda più le latitudini nordiche che la Sicilia, come è possibile osservare dalle foto di Fabrizio Zuccarello: neve ovunque, muri bianchi ai lati dei percorsi, forme scolpite dal vento che trasformano l’altopiano in un susseguirsi di onde gelate. Tutto è iniziato a metà gennaio, con il ritorno di un inverno “vecchio stile”. Le incursioni di aria fredda hanno trovato nel gigante siciliano il terreno ideale per scaricare neve in grande quantità, riportando alla memoria stagioni che da anni sembravano scomparse.

L’episodio più intenso è stato quello legato al ciclone Harry, che ha investito la Sicilia con precipitazioni eccezionali: sul vulcano sono caduti metri di neve fresca, gettando le basi per un innevamento destinato a durare.

Neve Etna

Ma la storia non si è fermata lì. Dopo Harry sono arrivate altre perturbazioni, nuove nevicate e giornate di bufera che hanno continuato ad accumulare neve soprattutto alle quote più elevate. Il vento, forte e persistente, ha giocato un ruolo chiave: ha spostato e ridistribuito la neve, riempiendo conche, canaloni e avvallamenti, creando depositi spettacolari. In molti punti di alta quota gli accumuli superano i 6 metri, con veri e propri “canyon di neve” che accompagnano il cammino di chi sale in quota.

Camminare oggi sull’Etna Sud, a 2600 metri, significa immergersi in un paesaggio pienamente invernale in un giorno che, sul calendario, è ormai piena primavera. Il contrasto con le quote più basse è netto: mentre a valle la vegetazione si risveglia, lassù dominano ancora il bianco, il silenzio ovattato e l’aria pungente. Il vulcano mostra il suo volto più severo e affascinante, in una stagione che quest’anno ha deciso di prendersi una lunga rivincita.

Questo “inverno fuori tempo” sull’Etna è il risultato della combinazione tra nevicate abbondanti e dinamiche atmosferiche favorevoli al mantenimento del manto nevoso. Temperature sotto media in quota, frequenti episodi di gelo notturno e scarsi periodi di fusione hanno impedito alla neve di sciogliersi rapidamente. Il risultato è uno scenario raro per fine aprile: un vulcano che si presenta ancora completamente imbiancato, con spessori di neve che in molti tratti ricordano più i grandi rilievi alpini che una montagna affacciata sul Mediterraneo.