Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, dopo la riunione in Molise per la frana di Petacciato, andrà in Sicilia, a Niscemi. Lo dice ai giornalisti a margine di un appuntamento a Napoli. A Niscemi “siamo in una fase un po’ più avanzata perché la frana è ferma. C’è da fare la doppia pianificazione degli interventi, una legata alla demolizione delle case e quindi ovviamente il ristoro dei cittadini che non potranno più farvi rientro, e, strettamente connessa a ciò, c’è ovviamente la messa in sicurezza del versante, anche qui si deve lavorare realizzando delle opere idrauliche, che sono già state ipotizzate”, spiega Ciciliano.
“Si sta facendo un’ulteriore valutazione di carattere tecnico preliminare per dare poi la possibilità alle imprese di cominciare rapidamente le attività idrauliche. In tutti e due i casi – aggiunge – sia a Petacciato che a Niscemi, l’elemento comune è l’acqua ovviamente e per poter rallentare o fermare queste frane è necessario togliere l’acqua”.
I tempi
Per i tempi, “c’è bisogno di qualche mese per cominciare a realizzare le opere e nell’arco dell’anno, un anno e mezzo massimo, considerato che il 31 dicembre 2027 la struttura commissariale di Niscemi termina, io conto di aver realizzato le opere idrauliche di messa in sicurezza del versante, la demolizione attuale ma anche di quelle case che dovevano essere demolite a seguito della frana del 1997 che non sono state demolite”, afferma Ciciliano.
Il monitoraggio
“Ovviamente c’è un aspetto non secondario che è l’attività di monitoraggio – sottolinea il capo della Protezione Civile – perché quella è una frana che dovrà essere monitorata per il futuro e per sempre e questo è un elemento strategicamente importante che deve vedere però il coinvolgimento stabile, duraturo e continuativo dell’ente locale e della regione, per quanto riguarda la struttura di Protezione Civile regionale”.




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