La frana di Niscemi “continua a spostarsi lentamente verso la Piana di Gela“. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, oggi a Niscemi (Caltanissetta) per prendere parte a una riunione operativa. “Quello che interessa – ha aggiunto Ciciliano – è la retrogressione del ciglio. Il monitoraggio dovrà continuare nel tempo perché è evidente che il territorio geologico di quest’area è questo e quindi bisognerà convivere in maniera consapevole con la frana. La convivenza sembra una cosa devastante, ma in realtà i niscemesi convivono con la frana dal 1790 e quindi non c’è nulla di nuovo, se non il fatto che è necessario fare un’azione di monitoraggio continuo nel tempo e mettere in sicurezza il versante che è franato attraverso delle opere di ingegneria idraulica“.
Ciciliano: “trasmessi due piani di intervento alla Regione”
“La scorsa settimana ho trasmesso alla Regione siciliana due piani di intervento. Quello che riguarda il piano di demolizioni, e i relativi contributi spettanti ai proprietari, e quello sulla messa in sicurezza del versante con le opere idrauliche previste e la riprofilatura del fronte frana. Sono due piani separati che però devono lavorare insieme. Adesso stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per incominciare ad accendere i motori dal punto di vista progettuale. Tutto ciò deve partire alla fine delle attività di monitoraggio che si stanno per ultimare”, ha continuato Ciciliano.
Il capo della Protezione Civile ha anche ribadito che la fascia riaperta, quella compresa tra i 100 e i 150 metri, è sicura: “all’inizio era stata chiusa per precauzione”. Ciciliano non ha escluso ulteriori valutazioni sull’attuale zona rossa. “Ogni decisione verrà condivisa con i cittadini – ha detto – non sarà possibile ridurla a zero. Stiamo ragionando per ridurla un po’ di più ma è ancora presto e bisogna aspettare forse qualche settimana”.
Demolizioni e ristori: ” conclusione entro il 2027″
“La prima cosa da fare è acquisire al patrimonio comunale gli immobili da demolire per poter fare in modo che i cittadini possano avere i ristori perché altrimenti corriamo il rischio di fare come è successo trent’anni fa. Il piano demolizioni è a carico della struttura commissariale. Tutto deve concludersi entro il 31 dicembre 2027“, ha detto ancora Ciciliano. “Per quanto riguarda le opere idrauliche da eseguire, e cioè sottrarre l’acqua dal corpo di frana, bisogna regimare il torrente Benefizio, separare le acque bianche dalle nere – ha aggiunto – e realizzare dei pozzi che servono per spostare l’acqua e ricondurla all’interno delle opere idrauliche che saranno realizzate”.


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