Una studentessa della Florida International University ha portato alla luce una causa nascosta delle inondazioni costiere, che potrebbe contribuire a migliorare i sistemi di allerta per intere comunità. L’ultima ricerca di Dafrosa Kataraihya, dottoranda in Scienze della Terra e dell’Ambiente, pubblicata sulla rivista Natural Hazards, dimostra che i venti provenienti da centinaia di chilometri di distanza sono tra i responsabili delle inondazioni costiere. La ricerca di Kataraihya ha rivelato un ritardo temporale di 6-18 ore tra il momento in cui i pattern del vento si modificano in mare aperto e l’innalzamento del livello dell’acqua sulla costa.
Ha utilizzato i modelli globali della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e del National Center for Atmospheric Research per analizzare i venti provenienti dal mare aperto e la loro correlazione con i livelli del mare in un periodo di 22 anni. Ha scoperto che il vento costiero locale, percepito dalle persone lungo la costa, ha un impatto pressoché nullo sull’innalzamento o l’abbassamento del livello del mare. “Questo ci ha davvero scioccati. Ci aspettavamo che avesse un qualche impatto“, afferma. “Quando vado in spiaggia, sento il vento: c’è una brezza di terra, una brezza di mare. Questo dovrebbe avere un impatto”.
Invece, il vero colpevole è il vento che soffia più al largo. Questi venti provenienti dal mare aperto sono responsabili del 30-50% delle variazioni del livello dell’acqua. La ricerca ha anche individuato uno specifico pattern di vento regionale che si manifesta costantemente poco prima di eventi di acqua alta estrema, come inondazioni, o di eventi di bassa marea estrema che interessano contemporaneamente più stati.
L’effetto delle correnti oceaniche
Un’altra scoperta sorprendente della ricerca è stata che alcune stazioni costiere vicino alla Corrente della Florida non hanno mostrato alcun impatto del vento a causa delle potenti correnti oceaniche. Nelle aree costiere soggette a inondazioni come Virginia Key e Key West, la Corrente della Florida ha un impatto significativo sulla variabilità del livello del mare. In quest’area, il vento non ha mostrato alcun impatto a causa della potente corrente proveniente dal Golfo del Messico. Risultati simili sono stati riscontrati al Trident Pier vicino a Port Canaveral, dove le forti correnti, che alla fine si dirigono verso la Baia di Chesapeake, prevalgono sull’influenza del vento.
I ricercatori hanno anche analizzato 12 angoli specifici rispetto alla costa e hanno scoperto che ogni città ha un angolo di pericolo. Se l’angolo di pericolo viene colpito dal vento in mare aperto, il rischio di inondazione aumenta significativamente.
L’importanza dello studio
Questa ricerca non è importante solo per prevedere possibili inondazioni, ma è anche uno strumento fondamentale per i pianificatori urbani. Kataraihya ha osservato che gli attuali sistemi di allerta inondazioni, il monitoraggio e la redazione di future mappe delle zone alluvionali dovrebbero iniziare a prestare maggiore attenzione ai pattern di vento provenienti dal mare aperto, piuttosto che concentrarsi principalmente sulle condizioni del vento locali.
Kataraihya sta ora sviluppando modelli di previsione che utilizzano l’apprendimento automatico per prevedere la variabilità del livello del mare fino a sette giorni in anticipo. Spera di migliorare la precisione del modello ed estendere il periodo di previsione, fornendo alle comunità costiere informazioni cruciali per la loro sicurezza.


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