Il 1° aprile 1748 segna una data fondamentale per la storia dell’archeologia e per la conoscenza del mondo antico: è il giorno in cui iniziano ufficialmente gli scavi che riporteranno alla luce l’antica città di Pompei, sepolta per secoli sotto le ceneri dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A promuovere l’impresa fu Carlo di Borbone, sovrano illuminato e attento alle arti e alla cultura, che intuì il valore straordinario di quei resti nascosti nel sottosuolo campano. Iniziò così un lavoro che, seppur inizialmente condotto con metodi ancora lontani dagli standard moderni, avrebbe rivoluzionato la comprensione della civiltà romana.
Pompei non è solo un sito archeologico: è una fotografia congelata nel tempo. Strade, case, affreschi, oggetti quotidiani e persino le forme degli abitanti colti dalla tragedia raccontano con incredibile precisione la vita di 2mila anni fa. Nessun’altra città antica ha restituito un livello di dettaglio simile. Nel corso dei secoli, gli scavi si sono evoluti, diventando sempre più scientifici e rispettosi del patrimonio. Oggi Pompei è uno dei luoghi più visitati al mondo e continua a offrire nuove scoperte, dimostrando che il passato non è mai del tutto silenzioso.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?