Incendio alla raffineria di Melbourne, allarme energetico in Australia

Il governo rassicura sull'impatto limitato sulle forniture, ma resta alta la tensione sul fronte carburanti

Un violento incendio ha colpito una raffineria di petrolio a Melbourne, sollevando preoccupazioni per la sicurezza energetica dell’intera Australia. Il rogo, divampato nella tarda serata di mercoledì nell’impianto gestito da Viva Energy, arriva – secondo il primo ministro Anthony Albanese – “nel momento peggiore possibile“. Albanese ha visitato il sito venerdì scorso, interrompendo anticipatamente una missione commerciale in Malesia, sottolineando tuttavia che le conseguenze sulle forniture di carburante dovrebbero rimanere contenute. L’impianto interessato è strategico: copre circa il 50% della domanda di carburante dello stato di Victoria e il 10% a livello nazionale.

Accanto al premier, durante la visita, erano presenti il vice primo ministro Richard Marles e il ministro dell’Energia Chris Bowen. Entrambi hanno riconosciuto la gravità dell’incidente, pur offrendo segnali rassicuranti. “Si tratta di un incidente rilevante, ma l’azienda ritiene che l’impatto sulle forniture sarà limitato“, ha dichiarato Bowen. Attualmente, la produzione di petrolio continua al 60%, mentre diesel e carburante per aerei restano all’80%.

L’Australia ha intanto attivato il secondo livello del piano nazionale di sicurezza energetica, una scala a 4 stadi che prevede misure progressive per affrontare eventuali carenze. Le autorità stanno monitorando attentamente la situazione per evitare ripercussioni su larga scala. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato causato da una perdita di gas. Le fiamme hanno colpito in particolare le infrastrutture dedicate alla produzione di benzina e carburante per piccoli aerei, un elemento ritenuto particolarmente critico.

Il contesto internazionale aggrava le preoccupazioni: diesel e carburante per aviazione sono tra i prodotti più esposti alle tensioni globali, soprattutto in relazione alla crisi in Medio Oriente e alle difficoltà nei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz. In questo scenario, anche un’interruzione parziale della produzione può avere effetti sensibili sul mercato. Nonostante le rassicurazioni del governo, l’incidente riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle infrastrutture energetiche australiane e sulla necessità di rafforzare la resilienza del sistema nazionale.