La cometa MAPS sfida il Sole: oggi l’incontro ravvicinato che deciderà il suo destino

Scoperta solo pochi mesi fa, la C/2026 A1 sta attraversando la corona solare proprio in queste ore; se sopravviverà al calore estremo, regalerà uno spettacolo unico nei cieli serali di aprile

Oggi, sabato 4 aprile, gli occhi degli astronomi di tutto il mondo sono puntati verso il cuore del nostro Sistema Solare per assistere a un incontro ravvicinato estremo e potenzialmente spettacolare. La rara cometa “sungrazer” C/2026 A1, nota anche come MAPS, sta per passare a una distanza incredibilmente ridotta dalla superficie del Sole, attraversando le regioni più basse della corona solare. Questo evento critico, previsto per le ore 13:30 UTC, deciderà il destino dell’oggetto celeste: la cometa potrebbe evaporare completamente sotto l’immenso calore o sopravvivere, frammentandosi in pezzi che darebbero vita a una coda eccezionalmente luminosa visibile dalla Terra. Si tratta di un momento di tensione scientifica e meraviglia visiva, poiché la MAPS è la prima grande protagonista di un mese di aprile che promette di essere memorabile per gli appassionati di astronomia. La sua natura imprevedibile rende l’attesa febbrile, poiché l’esito finale sarà chiaro solo nelle prossime ore, quando sapremo se la piccola visitatrice ghiacciata avrà resistito al fuoco della nostra stella, diventando potenzialmente visibile persino in pieno giorno, o se si sarà dissolta per sempre nel bagliore solare.

L’identikit della vagabonda spaziale

La cometa C/2026 A1 (MAPS) è una scoperta relativamente recente, individuata il 13 gennaio di quest’anno dagli astronomi francesi presso l’Osservatorio AMACS1 in Cile. Inizialmente, le prime stime suggerivano un nucleo piuttosto massiccio, con un diametro di circa 2,4 km. Tuttavia, grazie alle osservazioni dettagliate effettuate a febbraio dal James Webb Space Telescope, gli scienziati hanno ridimensionato drasticamente queste misure, stimando il nucleo a meno di 0,4 chilometri di larghezza. Questa riduzione delle dimensioni rende la sua sopravvivenza al passaggio odierno ancora più incerta. Essendo un oggetto composto principalmente da ghiaccio e polveri, un nucleo più piccolo ha meno massa per resistere all’evaporazione violenta causata dalla vicinanza estrema alla nostra stella.

Le “sungrazer”: una famiglia nata dal ghiaccio e dal fuoco

MAPS appartiene alla celebre famiglia delle comete “sungrazer” di Kreutz. Questi oggetti sono caratterizzati da orbite che li portano a sfiorare la superficie solare, spesso disintegrandosi durante il tragitto. Si ritiene che i circa 3.500 membri di questa famiglia siano tutti frammenti di un’unica, gigantesca cometa che si spezzò circa 1.700 anni fa. Oggi C/2026 A1 si spingerà fino a circa 158mila km dalla superficie del Sole. Secondo la British Astronomical Association (BAA), il passaggio attraverso la corona solare avverrà nelle prossime ore, mettendo a dura prova la coesione del nucleo. Se la cometa riuscirà a superare la “fornace” solare senza svanire nel nulla, la pressione della radiazione solare potrebbe espellere una quantità enorme di materiale, creando una coda di proporzioni epiche.

Un calendario celeste tra incertezza e meraviglia

Per quanto riguarda le finestre di osservazione, il calendario si prospetta estremamente dinamico e legato alla resistenza del nucleo ghiacciato. Superata la fase critica prevista per queste ore, la cometa potrebbe brillare di luce riflessa intensa già tra stasera e lunedì 6 aprile, rendendosi visibile per brevi istanti subito dopo il calar del sole. Tuttavia, l’attenzione maggiore degli esperti è rivolta alla metà della settimana: secondo le proiezioni della BAA, sarà infatti intorno al 9 aprile che una coda maestosa e luminosa potrebbe fare la sua apparizione definitiva nel cielo occidentale, regalando un quadro indimenticabile al crepuscolo.

Il mese di aprile non esaurirà comunque le sue sorprese con questo evento. Mentre si osserverà l’evoluzione di MAPS, un secondo appuntamento attende i curiosi verso il 20 aprile con la cometa C/2025 R3 (PanSTARRS). Quest’ultima rappresenta un obiettivo meno scenografico rispetto alla “sungrazer” odierna, ma decisamente più affidabile e prevedibile nelle sue traiettorie, ponendosi come un bersaglio ideale per chi vorrà cimentarsi nell’osservazione con un semplice binocolo.