L’attesa è finita per uno degli eventi astronomici più affascinanti di questo decennio. Domani, domenica 26 aprile 2026, la cometa C/2025 R3 (PanSTARRS) compirà il suo massimo avvicinamento alla Terra, regalandoci un appuntamento cosmico assolutamente irripetibile. Questo antico corpo ghiacciato, formatosi agli albori del nostro Sistema Solare e proveniente dalle remote e gelide profondità della Nube di Oort, sta attualmente completando il suo rapido attraversamento della costellazione della Balena. Dopo aver superato il perielio lo scorso 19 aprile, il suo viaggio la sta portando sempre più vicina alla nostra stella, rendendola un bersaglio estremamente sfuggente. Per chi scruta il cielo dall’emisfero boreale le prossime ore rappresentano l’ultima vera finestra utile per tentare l’impresa, prima che la luce del crepuscolo mattutino e il bagliore solare ne cancellino per sempre la traccia visiva.
Un viaggio lungo 160mila anni
Scoperta l’8 settembre 2025 dalle Hawaii grazie al progetto automatizzato Pan-STARRS, C/2025 R3 si è rivelata da subito un oggetto peculiare. Possiede un’orbita insolita, inclinata di ben 125 gradi rispetto al piano orbitale dei pianeti, che la fa viaggiare in direzione retrograda. I calcoli degli astronomi indicano che ha impiegato circa 160mila anni per arrivare nel cuore del Sistema Solare, portando con sé gas e polveri incontaminati risalenti alla formazione dei pianeti. L’aspetto più affascinante riguarda il suo futuro: i dati preliminari suggeriscono che la sua orbita possa rivelarsi iperbolica. In tal caso, dopo essersi lasciata il Sole e la Terra alle spalle, la cometa verrà scagliata nello Spazio interstellare profondo, abbandonando per sempre il nostro sistema planetario.
Visibilità e finestre di osservazione
Sebbene la cometa abbia raggiunto in aprile la visibilità a occhio nudo sotto cieli bui, le condizioni per ammirarla sono diventate proibitive. Avvicinandosi a soli 3,7 gradi di distanza angolare dal Sole in concomitanza con il suo passaggio ravvicinato di domani, PanSTARRS è letteralmente immersa nella luce dell’alba. La giornata di oggi, 25 aprile, decreta la fine pratica delle osservazioni per l’emisfero Nord. Chiunque voglia tentare l’impresa dovrà puntare un buon binocolo (come un 10×50) bassissimo sull’orizzonte orientale una cinquantina di minuti prima del sorgere del Sole, sperando di cogliere la sua chioma diffusa. A partire da domani, la cometa sarà di fatto cancellata dal bagliore del nostro astro per gli osservatori boreali, e il recente Primo Quarto di Luna del 24 aprile aggiungerà un’ulteriore quota di inquinamento luminoso naturale a ostacolare la caccia. Attualmente le uniche conferme visive dirette stanno arrivando dalle telecamere del coronografo SOHO della NASA, che dal 23 aprile riesce a osservare la cometa “schermando” il disco solare.
Il passaggio a Sud e l’incontro con Orione
Mentre noi salutiamo questo frammento di cosmo, le condizioni di visibilità miglioreranno nettamente per l’emisfero australe. Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, C/2025 R3 emergerà dall’abbagliante vicinanza solare per posizionarsi comodamente nel cielo serale. Diventerà così un magnifico soggetto per gli astrofotografi del Sud del mondo: pur affievolendosi gradualmente (scenderà attorno alla magnitudine 9 a fine maggio), attraverserà scenari spettacolari. A maggio solcherà la costellazione di Eridano per poi addentrarsi in Orione, sfilando a pochi gradi da gioielli del cielo profondo come la Nebulosa Testa di Strega e la celebre Nebulosa di Orione.


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