Secondo una valutazione della ACER (Agenzia per la cooperazione tra le autorità di regolamentazione dell’energia dell’Unione Europea), l’obiettivo di riempire i serbatoi di gas dell’Unione Europea al 90% entro il prossimo inverno sembra sempre più irrealizzabile. Questo obiettivo, che era stato fissato per garantire la sicurezza energetica, risulta ora difficile da raggiungere a causa delle tensioni globali legate al conflitto in Iran e alle difficoltà sul mercato del gas naturale liquefatto (LNG). ACER ha comunicato che, nonostante l’impossibilità di raggiungere il 90% di riempimento dei serbatoi, esiste una possibilità di arrivare a un riempimento dell’80%. Secondo le normative dell’Unione Europea, questo valore è consentito in condizioni di mercato difficili come quelle attuali, seppure con alcune eccezioni. Tuttavia, questo livello di riempimento verrebbe “acquistato a un prezzo più elevato” e sarebbe vulnerabile a eventuali interruzioni nelle forniture.
Le difficoltà sul mercato globale del gas
Le difficoltà per l’Europa sono legate principalmente a una forte contrazione dell’offerta di gas naturale liquefatto (LNG) a livello mondiale. L’ACER sottolinea che per raggiungere l’obiettivo del 90% l’UE dovrebbe aumentare le proprie importazioni di LNG del 13% rispetto al 2025. Questo risulta difficile soprattutto a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di LNG. Inoltre, il conflitto in Iran ha comportato attacchi alle strutture di estrazione in Qatar, riducendo ulteriormente le disponibilità di gas. Come riportato dalle autorità qatariote, la riparazione dei danni richiederà anni.
La crescente competizione per le forniture di gas
In un mercato globale sempre più ristretto, l’Europa sta affrontando una crescente concorrenza da parte dei compratori asiatici per le forniture di LNG. Come riporta Reuters, questo ha comportato un aumento dei prezzi del gas per l’Europa di circa il 40%, rendendo ancora più difficile per le imprese europee acquistare gas da stoccare per l’inverno. Attualmente, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, i serbatoi di gas dell’UE sono riempiti solo al 31%, il valore più basso per questa stagione dal 2022, quando la Russia aveva ridotto le sue forniture di gas.
Le misure della Commissione Europea per affrontare la crisi
In risposta a queste difficoltà, la Commissione Europea ha sollecitato i paesi membri a iniziare il riempimento dei serbatoi quanto prima, al fine di evitare rischi maggiori per la sicurezza energetica. Il commissario per l’energia Dan Jørgensen, in una lettera inviata il 23 marzo ai ministri dell’energia dei paesi membri, ha ricordato la flessibilità prevista dalla normativa europea sui serbatoi, che permette un obiettivo più basso o un periodo di riempimento più lungo in caso di situazioni di mercato particolarmente difficili.
La Gas-Coordinating Group, che riunisce la Commissione, gli Stati membri e l’industria, ha confermato il 9 aprile che le infrastrutture europee sono sufficienti per raggiungere un riempimento minimo dell’80% entro il 1° novembre. Al momento, non si prevedono rischi acuti per la sicurezza dell’approvvigionamento. Inoltre, la Commissione ha annunciato che coordinerà gli sforzi dei paesi membri per evitare acquisti simultanei di gas, che potrebbero far lievitare ulteriormente i prezzi.
Le sfide future e l’incertezza della situazione globale
La situazione rimane incerta e le prospettive per il prossimo inverno dipendono da fattori globali difficilmente prevedibili. Se da un lato il riempimento al 90% dei serbatoi appare ormai una meta irraggiungibile, l’Europa dovrà comunque fare affidamento su un riempimento del 80% per affrontare l’inverno, cercando di gestire al meglio le risorse disponibili e di evitare crisi nell’approvvigionamento che potrebbero compromettere la sicurezza energetica dei cittadini e delle imprese europee.
