La rivoluzione dell’energia passa dallo Stretto di Messina: la nuova frontiera dell’accumulo offshore a Reggio Calabria

L’Università Mediterranea e Sizable Energy avviano una sperimentazione su scala pre-industriale per validare un sistema di stoccaggio idroelettrico sottomarino unico al mondo

Lo Stretto di Messina si conferma ancora una volta un laboratorio a cielo aperto per l’innovazione tecnologica globale e la transizione energetica. Grazie a una collaborazione sempre più solida tra l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e la startup innovativa Sizable Energy, è stata ufficialmente avviata una nuova ed imponente campagna di test presso il Natural Ocean Engineering Laboratory (NOEL). L’iniziativa punta a perfezionare un sistema di accumulo energetico offshore che promette di rivoluzionare il modo in cui gestiamo le fonti rinnovabili, consolidando il ruolo centrale della Calabria nel panorama internazionale della ricerca marittima.

Un’operazione di ingegneria marittima senza precedenti al laboratorio NOEL

Il cuore della sperimentazione consiste nell’installazione di un imponente sottosistema galleggiante con un diametro di 50 metri. Questa struttura, assemblata direttamente nelle acque di Reggio Calabria, rappresenta un passaggio cruciale per validare su scala pre-industriale le metodologie di varo e installazione che verranno poi applicate ai futuri impianti commerciali. La scelta del Laboratorio NOEL non è casuale: questa infrastruttura di ricerca, unica al mondo, permette di testare le strutture marine in condizioni operative autentiche, sfruttando il moto ondoso reale dello Stretto per ottenere dati precisi e scalabili.

Il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, ha sottolineato l’importanza strategica di questa partnership per il territorio e per la ricerca scientifica italiana: “La collaborazione tra il nostro Ateneo e realtà innovative dimostra il ruolo centrale dell’Università Mediterranea nei processi di transizione energetica. Il laboratorio NOEL si conferma un’infrastruttura di ricerca unica, capace di attrarre investimenti e talenti, rendendo la Calabria protagonista della sfida globale per la sostenibilità e lo sviluppo di tecnologie offshore d’avanguardia.”

Verso la decarbonizzazione: la visione commerciale di Sizable Energy

Per Sizable Energy, realtà italiana in forte ascesa nello sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio di lunga durata, il ritorno in riva allo Stretto segna l’inizio di una fase di maturità tecnologica. L’obiettivo è quello di rendere l’integrazione delle energie rinnovabili nella rete elettrica non solo più semplice, ma anche economicamente vantaggiosa, superando i limiti intrinseci della discontinuità produttiva di sole e vento.

Manuele Aufiero, CEO di Sizable Energy, ha evidenziato come questa tappa sia fondamentale per il percorso di crescita della società: “Tornare a Reggio Calabria con un sistema di queste dimensioni ci avvicina alla fase commerciale. La sinergia con il NOEL è la dimostrazione di come la ricerca accademica italiana possa diventare il motore di soluzioni tecnologiche globali per la decarbonizzazione”. L’azienda sta infatti attirando crescenti attenzioni a livello internazionale grazie a un approccio che unisce efficienza ingegneristica e rispetto per l’ecosistema marino.

Come funziona la batteria del mare: il pompaggio idroelettrico offshore

La tecnologia sviluppata da Sizable Energy riprende un concetto consolidato nella storia energetica italiana, quello del pompaggio idroelettrico, adattandolo però all’ambiente marino profondo. Se gli impianti tradizionali, diffusi soprattutto nell’Italia settentrionale, sfruttano il dislivello tra due bacini montani per bilanciare la rete elettrica, il sistema offshore di Sizable utilizza la pressione e il dislivello tra la superficie e la profondità marina.

Il funzionamento si basa sull’impiego di una soluzione di salamoia, più densa dell’acqua di mare. Quando il sistema elettrico registra un eccesso di produzione energetica, questa energia viene usata per pompare il fluido verso un serbatoio galleggiante. Al contrario, nei momenti di picco della domanda o scarsità di produzione, il fluido viene lasciato scendere verso un secondo serbatoio situato sul fondale. Durante questa discesa, il movimento aziona delle turbine che trasformano l’energia potenziale in elettricità pulita, restituendola immediatamente alla rete. Questo meccanismo permette di scongiurare i blackout e di gestire in modo ottimale le fonti non programmabili come l’eolico e il fotovoltaico.

Sostenibilità e futuro: un modello circolare senza materiali rari

Oltre all’efficienza tecnica, uno dei punti di forza del progetto è il suo impatto ambientale minimo. Il sistema è stato progettato per ridurre al minimo l’impatto visivo dalla costa, preservando la bellezza del paesaggio marino. Inoltre, a differenza delle batterie chimiche tradizionali, non richiede l’impiego di materiali rari o potenzialmente inquinanti, sposando pienamente i principi dell’economia circolare.

Soddisfazione è stata espressa anche dal Professor Felice Arena, Direttore del NOEL, che vede nel progetto un’opportunità di crescita industriale per l’intera regione: “Siamo molto felici che Sizable Energy abbia scelto il nostro laboratorio per questa nuova campagna sperimentale pre-commerciale. Abbiamo collaborato con Sizable Energy fin dal 2023. Speriamo di poter seguire questo progetto fino alla fase commerciale, che sarebbe bello avvenisse proprio in Calabria”. Questa nuova fase di test non solo rafforza la posizione di Sizable Energy tra le realtà più promettenti nel settore dello stoccaggio energetico, ma conferma che l’eccellenza scientifica calabrese è pronta a guidare le sfide della sostenibilità offshore su scala globale.