Il futuro della società passa attraverso la capacità di ripensare il concetto di tempo, trasformando l’allungamento della vita media in una risorsa piuttosto che in un onere. Nella prestigiosa cornice della Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani, si è tenuto un incontro di cruciale importanza per il panorama scientifico e istituzionale italiano: la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Longevitas. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Longevitas su impulso del Senatore Guido Liris, ha posto l’accento sulla longevità come sfida multidimensionale che coinvolge ambiti sanitari, sociali ed economici, celebrando al contempo l’eccellenza dei giovani talenti delle università italiane impegnati nello studio della qualità della vita.
L’eccellenza dei giovani ricercatori al servizio della società longeva
Il cuore pulsante dell’evento è stata la proclamazione dei tre vincitori del Premio Longevitas 2026, selezionati per la qualità e l’originalità delle loro tesi di laurea. Questi lavori rappresentano una risposta concreta alle necessità di una popolazione che invecchia, proponendo soluzioni che spaziano dalla clinica alla sociologia del lavoro. Il primo premio è stato assegnato a Cristina Vesprini, seguita da Maurizio Nicolaio al secondo posto e Matilde Maniscalco al terzo. Le loro ricerche hanno esplorato territori d’avanguardia come l’impiego della musica come terapia per la demenza, lo sviluppo di sistemi innovativi per misurare la fragilità degli anziani e le strategie per l’inclusione dei lavoratori over 50. Oltre al riconoscimento economico, i premiati avranno l’opportunità di partecipare al prestigioso Milan Longevity Summit a fine maggio, consolidando il legame tra formazione accademica e network scientifico internazionale.
Il contributo di Laurent Simons e la rivoluzione della scienza dell’invecchiamento
L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione eccezionale di Laurent Simons, il giovane ricercatore di fama mondiale noto per il suo straordinario percorso accademico in fisica e medicina. Simons, che a soli quindici anni ha già conseguito un dottorato di ricerca, ha portato una visione dirompente sull’integrazione tra intelligenza artificiale, fisica quantistica e scienze della vita per decodificare i meccanismi biologici dell’invecchiamento. Durante il suo intervento, ha sottolineato l’unicità del contesto italiano in questo settore dichiarando: “Nel corso della storia l’umanità ha vissuto diverse rivoluzioni scientifiche e tecnologiche. Tuttavia, nessuna di queste, per quanto importante, avrà l’impatto che avrà la scienza dell’invecchiamento e della longevità. È meraviglioso constatare che l’Italia, dove il corpo umano, la bellezza e la celebrazione della vita sono così profondamente radicati nello stile di vita italiano, abbia promosso un’iniziativa nazionale grazie alla Fondazione Longevitas, volta a stimolare e premiare gli studenti che si dedicano all’incremento della durata della vita in salute attraverso una ricerca innovativa e multidisciplinare”.
Un approccio multidisciplinare per la prevenzione e il benessere
La necessità di una visione sistemica è stata ribadita con forza dagli esperti presenti. Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha evidenziato come la salute sia il risultato di un’interazione complessa con l’ambiente circostante. Secondo Lenzi: “La longevità è oggi una questione di qualità della vita costruita nel tempo, che riguarda tutti a livello di impatto intergenerazionale. In quest’ottica, la ricerca è fondamentale: ci permette di comprendere come gli ambienti in cui viviamo influenzino il nostro benessere, la nostra salute e le nostre relazioni. Solo attraverso un approccio multidisciplinare – che unisce scienza, urbanistica, medicina, sociologia e cultura, tutti temi che le tesi presentate hanno esplorato – possiamo progettare luoghi davvero vivibili e accoglienti, capaci di sostenere le persone lungo tutto l’arco della vita”. Questo approccio integrato è fondamentale per garantire che la prevenzione diventi un pilastro fondamentale del sistema paese.
Politiche inclusive e territori a misura di anziano
Il dibattito ha toccato anche il ruolo della politica nella costruzione di comunità resilienti. Il Senatore Guido Quintino Liris ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di creare contesti urbani e sociali che non isolino la popolazione anziana, ma ne valorizzino l’esperienza. Liris ha infatti affermato: “Credo fermamente nell’importanza di promuovere un invecchiamento attivo che valorizzi il contributo delle persone anziane nelle nostre comunità. È fondamentale creare territori inclusivi, dove gli anziani possano sentirsi parte integrante della vita sociale, culturale ed economica. Investire in infrastrutture accessibili e in programmi di supporto è essenziale per garantire che ogni persona possa vivere con dignità e autonomia. Promuovendo attività intergenerazionali, possiamo favorire il dialogo e la condivisione di esperienze tra giovani e anziani, arricchendo così la nostra società. La salute e il benessere degli anziani devono essere al centro delle politiche locali, per costruire comunità più forti e coese. Solo attraverso un approccio collaborativo e attivo possiamo affrontare le sfide dell’invecchiamento attivo”.
Verso il Milan Longevity Summit: ricerca e sostenibilità del sistema sanitario
La prospettiva della Fondazione Longevitas mira a trasformare il dato demografico in una reale trasformazione del modo di vivere. Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione, ha chiarito la missione dell’ente spiegando: “La longevità non è solo un dato demografico, ma una trasformazione profonda che riguarda il modo in cui viviamo, ci curiamo e partecipiamo alla società. Investire nella prevenzione, nella ricerca e nelle competenze delle nuove generazioni significa costruire risposte concrete a questa sfida. Il Premio Longevitas rappresenta un passaggio importante in questo percorso, perché valorizza idee e progetti capaci di incidere sulla qualità della vita e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.” In questa direzione si muove anche la collaborazione con il Milan Longevity Summit, descritto dal Prof. Alberto Beretta, presidente di Fondazione SoLongevity, come un punto di riferimento per il confronto scientifico: “In un contesto in cui la longevità si afferma sempre più come sfida sanitaria, sociale ed economica iniziative come il Premio Longevitas testimoniano il ruolo cruciale della ricerca e delle nuove generazioni nel ridefinire i modelli di salute e di assistenza. In questa stessa direzione si colloca il Milan Longevity Summit, che rappresenta un punto di riferimento internazionale per il confronto tra scienza, istituzioni e innovazione. Il Summit nasce con l’obiettivo di integrare competenze multidisciplinari, promuovere una visione sistemica dell’invecchiamento e contribuire allo sviluppo di strategie concrete per migliorare la qualità e la durata della vita, lungo tutto l’arco dell’esistenza. Siamo felici che Fondazione Longevitas anche quest’anno ci affianchi in questo percorso e di contribuire con la nostra competenza al Premio Longevitas”.
Cultura della salute e lotta alle disuguaglianze
L’evento si è concluso con una riflessione sul valore etico del progresso scientifico. Elena Zibetti, International Policy and Communications Sr Manager di Pfizer, ha sottolineato come la longevità debba essere un diritto garantito a tutti, senza discriminazioni legate alla condizione fisica. Zibetti ha dichiarato: “Vivere più a lungo è senz’altro una conquista, oggi però la sfida è trasformare la longevità in un vantaggio per tutti: più anni vissuti bene, un Servizio Sanitario capace di sostenere l’evoluzione dei bisogni in cui la non autosufficienza e le fragilità legate all’età non devono diventare un fattore di disuguaglianza. Per questo sosteniamo iniziative come il Premio Longevitas: promuovono una cultura della salute basata su evidenze e rafforzano le alleanze tra istituzioni, comunità scientifica e società civile”. L’impegno profuso dalla Fondazione Longevitas e dai suoi partner dimostra come, attraverso l’investimento nelle nuove generazioni e nella ricerca scientifica, sia possibile costruire una società più sana, equa e inclusiva per tutte le età.




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