Le auto elettriche cinesi e la minaccia alla sicurezza globale: l’allarme arriva dal Canada

Un ex ufficiale dei servizi canadesi solleva il rischio di spionaggio attraverso i veicoli elettrici prodotti in Cina

Le auto elettriche cinesi stanno diventando sempre più popolari in tutto il mondo, con il mercato europeo che ha visto un’impennata nelle immatricolazioni. Tuttavia, dietro questa espansione si nasconde un timore crescente: che questi veicoli possano essere utilizzati per raccogliere dati sensibili su utenti e governi occidentali, creando così una minaccia alla sicurezza nazionale. L’ultima voce di preoccupazione proviene dal Canada, dove un ex ufficiale dei Servizi segreti canadesi ha sollevato l’allarme su questa possibile minaccia durante una testimonianza in Parlamento.

La questione delle auto elettriche cinesi non è un fenomeno isolato. Già da tempo, alcuni Paesi hanno vietato o limitato l’uso di prodotti cinesi, come i telefoni Huawei e ZTE, per timore di spionaggio, e altre nazioni hanno preso misure simili contro il colosso delle telecamere di sorveglianza Hikvision. Ora, le auto elettriche cinesi, che stanno guadagnando terreno in Europa e negli Stati Uniti, sono sotto il radar dei governi di molti Paesi, tra cui Polonia, Regno Unito e Israele, che hanno già vietato l’accesso di questi veicoli nei loro siti militari.

Il punto di vista dell’ex ufficiale dei Servizi canadesi

Nel corso di un’audizione in Parlamento, Neil Bisson, un ex ufficiale dei Servizi canadesi di intelligence con ben diciotto anni di carriera, ha dichiarato che l’importazione di veicoli elettrici cinesi rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale globale. “Tutti i veicoli elettrici di fabbricazione cinese fungono da occhi e orecchie per il regime comunista cinese”, ha affermato Bisson. La sua preoccupazione è che i veicoli siano dotati di numerosi sensori in grado di raccogliere informazioni non solo sui conducenti, ma anche sull’ambiente circostante, facilitando così una sorveglianza sistematica da parte del governo cinese.

La gravità di questa situazione è accentuata dal fatto che le leggi cinesi impongono alle aziende che operano in Cina di collaborare con il regime. Ciò significa che qualsiasi dato raccolto dai veicoli cinesi potrebbe essere messo a disposizione delle autorità cinesi. “Le leggi cinesi obbligano tassativamente qualsiasi azienda cinese a collaborare con il regime e a consegnare qualsiasi dato richiesto”, ha sottolineato Bisson, mettendo in evidenza il rischio di spionaggio e la vulnerabilità dei Paesi occidentali che dipendono dalle importazioni cinesi.

Un mercato in crescita: il fenomeno delle auto elettriche cinesi in Europa e Italia

In Europa, le auto elettriche cinesi stanno conquistando sempre più spazio. Nel 2025, si prevede che il mercato delle auto cinesi in Europa raggiunga quasi un milione di unità, con una quota di mercato complessiva che sfiora il 6%. Per quanto riguarda le auto elettriche pure, la penetrazione del mercato cinese è ancora maggiore, con una quota che va dal 10% al 12% nell’anno 2025.

In Italia, la crescita delle auto elettriche cinesi è particolarmente rapida. Nel 2025, sono state immatricolate circa 128.600 auto di origine cinese, pari all’8,4% del mercato totale. Ma il dato più interessante riguarda il segmento delle auto elettriche: circa una vettura elettrica su cinque venduta in Italia nel 2025 era cinese. Tra i marchi più popolari ci sono BYD e MG, che hanno registrato un totale di circa 19.000 unità immatricolate su oltre 94.000 auto elettriche vendute complessivamente.

Le misure di sicurezza adottate dai Paesi occidentali

Al fine di limitare il rischio di spionaggio, alcuni Paesi hanno già preso contromisure contro l’importazione di veicoli elettrici cinesi. Oltre ai Paesi Bassi e all’Israele, che hanno vietato l’accesso di questi veicoli nei loro siti militari, si segnala anche la decisione del Canada di ridurre le aliquote doganali sui veicoli elettrici cinesi, passando dal 100% al 6,1% su un primo lotto di 49.000 veicoli, nell’ambito di un accordo sui dazi con la Cina. Tuttavia, la posizione ufficiale del Canada rimane ambigua, con il governo che sta valutando le implicazioni sulla sicurezza nazionale di queste importazioni.

Questa espansione delle auto elettriche cinesi sul mercato globale non riguarda solo l’economia, ma solleva anche questioni fondamentali in tema di sovranità e di sicurezza informatica. I governi dei Paesi alleati devono essere consapevoli dei rischi connessi all’importazione di tecnologia proveniente da Paesi con regimi autoritari, come quello cinese.

In un mondo sempre più globalizzato, la sicurezza nazionale non si limita alla difesa fisica dei confini, ma si estende anche alla protezione dei dati sensibili. Il dibattito sulle auto elettriche cinesi solleva interrogativi cruciali su come affrontare la crescente minaccia del cyber-spionaggio internazionale e la protezione dei dati a livello globale.