Nuovo aggiornamento da parte dell’INGV relativo alla sequenza sismica nel Mediterraneo meridionale, innescata dal terremoto di magnitudo Mwp 5.8 registrato alle ore 03:18 UTC (05:18 italiane). L’evento principale, localizzato vicino alla costa sud-orientale dell’isola di Creta, a una profondità ipocentrale di 15 km, continua a essere al centro delle analisi dei sismologi, mentre prosegue il monitoraggio dell’attività nell’area. Secondo i dati aggiornati alle ore 9:40 UTC (11:40 italiane) del 24 aprile 2026, sono stati localizzati 42 eventi sismici di magnitudo superiore a 2 nello stesso tratto di costa interessato dal terremoto principale.
Tra gli eventi più rilevanti segnalati dall’INGV figurano la scossa delle 8:58 UTC di magnitudo 5.0 e quella delle 9:26 UTC di magnitudo 4.7. Nelle ore immediatamente successive al terremoto principale si registrano inoltre le scosse delle 5:28 UTC e delle 6:14 UTC, rispettivamente di magnitudo 4.1 e 4.0. L’intensa attività sismica conferma la presenza di uno sciame ancora in evoluzione, costantemente seguito dagli strumenti di rilevamento. Il 12 ottobre 2021 un terremoto di magnitudo 6.3 colpì lo stesso tratto di costa dell’isola.
Attivazione del Centro Allerta Tsunami INGV
L’INGV conferma che la magnitudo dell’evento principale e la localizzazione ipocentrale hanno attivato automaticamente il sistema decisionale del Centro Allerta Tsunami. Come riportato nel comunicato ufficiale: “la magnitudo dell’evento delle 3:18 UTC e la localizzazione ipocentrale, alla base del sistema decisionale della matrice, hanno attivato il servizio del Centro Allerta Tsunami che alle ore 03:24 UTC, ha inviato un messaggio INFORMATIVO (INFORMATION) al Dipartimento di Protezione Civile ed ai Paesi del Mediterraneo che ricevono i servizi del CAT-INGV”.
Il messaggio è stato trasmesso al Dipartimento di Protezione Civile e ai Paesi serviti dal CAT-INGV.
Nessuna allerta tsunami ma monitoraggio attivo
L’aggiornamento dell’INGV ribadisce che il livello di comunicazione diffuso è un messaggio INFORMATIVO (INFORMATION), che non indica condizioni di pericolo imminente per le coste del Mediterraneo. Si tratta tuttavia di una procedura standard fondamentale, che consente di mantenere un monitoraggio tempestivo e coordinato tra i Paesi dell’area in presenza di eventi sismici significativi.
L’INGV sottolinea come la zona del Mediterraneo meridionale, in prossimità di Creta, sia caratterizzata da una elevata pericolosità sismica, con dinamiche geologiche complesse che possono generare sequenze come quella attualmente in corso. Il monitoraggio prosegue senza interruzioni, con aggiornamenti continui sull’evoluzione dello sciame sismico e sulla stabilità dell’area, a conferma dell’importanza dei sistemi di sorveglianza e allerta nel contesto mediterraneo.
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