Una nuova scossa di terremoto magnitudo 5 è stata registrata al largo della costa meridionale di Creta, a poche ore di distanza da un evento sismico più intenso, di magnitudo 5.8, che aveva colpito la stessa area nelle prime ore del mattino. Secondo quanto riferito dall’Istituto di Geodinamica dell’Osservatorio Nazionale di Atene, la scossa più recente si è verificata alle 11:58 ora locale, con epicentro a circa 18 km a Sud di Lasithi. Al momento le autorità non segnalano danni a persone o cose, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica greca ERT. Il vicegovernatore della regione di Lasithi, Giannis Androulakis, ha confermato che il primo terremoto è stato percepito distintamente in gran parte di Creta orientale.
Sul fronte scientifico, il sismologo Akis Tselentis ha cercato di rassicurare la popolazione, spiegando in un intervento sui social che l’attività sismica era in parte attesa dopo un periodo di progressivo aumento di scosse minori nell’area. Secondo l’esperto, nei prossimi giorni sono possibili ulteriori repliche di bassa intensità, mentre appare poco probabile l’arrivo di un evento sismico più forte.
Forte terremoto scuote Creta, trema il Mar Egeo | DATI e MAPPE
I terremoti a Creta
Questa zona della Grecia, e in particolare l’area meridionale di Creta, è altamente sismica perché si trova lungo il margine convergente tra la placca africana e la microplacca egea, parte del più ampio sistema euroasiatico. La placca africana si muove lentamente verso Nord e si infila sotto quella egea lungo la fossa ellenica, in un processo di subduzione. Questo movimento non è continuo ma avviene a scatti, con periodi di accumulo di energia elastica nelle rocce e successiva rottura improvvisa lungo faglie sottomarine e costiere. Quando l’energia si libera si generano terremoti che possono essere superficiali o profondi e talvolta molto forti. La costa sudorientale di Creta è particolarmente esposta perché vicina alla zona di contatto tettonico e alle principali strutture di faglia del margine ellenico.
Storicamente questa regione ha prodotto eventi distruttivi. Il più celebre è il terremoto del 365 d.C., probabilmente superiore a magnitudo 8, che sollevò parti della costa e generò uno tsunami devastante in tutto il Mediterraneo orientale. In epoca più recente si ricordano il sisma del 1303 che colpì anche Alessandria, quello del 1856 nell’area di Heraklion, e il terremoto del 1956 nell’Egeo meridionale che produsse uno tsunami avvertito a Creta. Nel 2021 il terremoto di Arkalochori ha mostrato ancora una volta la vulnerabilità dell’isola. La sismicità storica conferma quindi un’attività persistente, legata alla dinamica di subduzione e alla complessa deformazione della crosta in questa regione del Mediterraneo.



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