L’ira del tifone Sinlaku sulle Marianne: disperso cargo con 6 persone a bordo

Mentre la tempesta inizia a indebolirsi, la Guardia Costiera lancia una massiccia operazione di ricerca in un mare ancora proibitivo a Nord di Saipan

Il super tifone Sinlaku ha lasciato una scia di devastazione attraverso le Isole Marianne Settentrionali e Guam, costringendo le autorità a gestire una critica emergenza marittima proprio in queste ore. Un mercantile, il Mariana, con 6 membri dell’equipaggio a bordo, ha interrotto i contatti con la Guardia Costiera degli Stati Uniti nel pomeriggio del 16 aprile dopo aver segnalato un grave guasto ai motori. Le ricerche, ostacolate da venti feroci e onde imponenti, rappresentano una corsa contro il tempo in una regione che ha appena subito 48 ore di condizioni meteo estreme e incessanti. Mentre la tempesta inizia lentamente a spostarsi verso Nord/Est, il pericolo resta elevatissimo a causa di marosi che raggiungono i 6 metri e un’allerta per mari pericolosi che rimane pienamente in vigore. Le agenzie di soccorso, tra cui la FEMA, stanno iniziando a valutare i danni strutturali ai sistemi elettrici e idrici, mentre la sorte dei 6 dispersi resta la priorità assoluta per le squadre di salvataggio locali e federali che operano incessantemente in uno scenario ancora estremamente complesso.

L’incidente del cargo Mariana

La nave da carico, lunga 44 metri e registrata negli Stati Uniti, ha lanciato l’allarme mercoledì 15 aprile, segnalando la perdita del motore di dritta. La Guardia Costiera aveva stabilito un protocollo di comunicazione oraria, ma ogni contatto radio è cessato improvvisamente il giorno successivo. L’ultima posizione nota dell’imbarcazione è stata registrata a circa 225 km a Nord-Nord/Ovest di Saipan. Un velivolo HC-130 Hercules è stato inviato immediatamente per localizzare i 6 membri dell’equipaggio, la cui nazionalità non è ancora stata resa nota. Tuttavia, i venti proibitivi hanno costretto l’aereo a rientrare alla base di Guam, rimandando le operazioni visive alla prima luce di sabato mattina ora locale. La Capitaneria di Porto ha sottolineato come la priorità sia ora riaprire i varchi marittimi per permettere l’afflusso di aiuti, nonostante le condizioni meteo rimangano una sfida costante.

Un tifone senza precedenti

Secondo i dati del National Weather Service, Sinlaku si è distinto per la sua estensione ciclopica: i venti si sono propagati fino a 443 km dal centro della tempesta. Ciò ha significato per i residenti delle isole un assedio di oltre 2 giorni, con piogge torrenziali e raffiche violente che hanno causato alluvioni lampo a Guam e danni strutturali significativi a Tinian e Saipan. L’evento è stato descritto come estremamente complesso, tanto che la durata della tempesta ha rallentato la capacità di risposta iniziale. Il ripristino dei servizi essenziali, come l’energia elettrica, richiederà una missione di diversi mesi.

Rischi persistenti e allerta mareggiate

Sebbene il tifone si stia allontanando verso Nord/Est e sia previsto un suo progressivo indebolimento nei prossimi giorni, l’emergenza non è affatto terminata. L’ufficio per la Gestione delle Emergenze delle Marianne Settentrionali ha confermato un’allerta per mari pericolosi valida fino al tardo pomeriggio di sabato ora locale. Le onde, che possono raggiungere l’altezza di un palazzo di 2  piani, rappresentano una minaccia mortale per qualsiasi piccola o media imbarcazione, con il rischio concreto di capovolgimenti. La Guardia Costiera ha riaperto il porto di Guam solo per operazioni diurne limitate, lavorando con urgenza per ripristinare il commercio marittimo e il supporto logistico. Nel frattempo, elicotteri dell’Air Force sono pronti a decollare per raggiungere le isole più remote e meno popolate, dove si teme che l’impatto di Sinlaku possa essere stato ancora più devastante per le piccole comunità locali.