L’appuntamento con il cielo stellato si fa imperdibile questo aprile, quando lo sciame delle Liridi raggiungerà il suo massimo splendore offrendo uno spettacolo. Considerate tra le meteore più antiche mai registrate dall’uomo, queste “stelle cadenti” promettono di illuminare l’oscurità con scie persistenti e guizzi luminosi che attraversano la volta celeste a velocità sbalorditive. Il 2026 si preannuncia come un’annata eccezionale per l’osservazione dall’Italia, poiché la Luna si presenterà come una sottile falce crescente che tramonterà presto, lasciando il campo libero a un buio profondo e ideale. Gli appassionati di astronomia e i semplici curiosi avranno l’opportunità di assistere a una pioggia meteorica che vanta oltre 2mila anni di storia documentata, trasformando le ore notturne in un palcoscenico cosmico silenzioso e affascinante.
Le origini millenarie di un fenomeno cosmico
Lo sciame delle Liridi è un ospite abituale del nostro Sistema Solare, con osservazioni documentate che risalgono addirittura al 687 a.C. da parte degli astronomi cinesi. Queste meteore nascono dai detriti lasciati dalla cometa Thatcher (C/1861 G1), un oggetto a lungo periodo che impiega circa 415 anni per completare un’orbita attorno al Sole. Quando la Terra attraversa la scia di polveri e frammenti lasciati dal passaggio della cometa, queste particelle entrano in contatto con l’atmosfera terrestre a una velocità di circa 49 km/s.
La compressione e il calore generati dall’impatto con l’aria vaporizzano i frammenti, creando quelle caratteristiche scie luminose che possono persistere per diversi secondi. Sebbene la frequenza tipica si attesti su circa 15-20 meteore l’ora, le Liridi sono famose per i loro improvvisi e imprevedibili aumenti di attività, che possono regalare picchi di intensità capaci di sorprendere anche gli osservatori più esperti con spettacolari bolidi luminosi.
Guida all’osservazione: come godersi la pioggia di stelle cadenti
Il momento culminante dell’evento è previsto per la notte tra il 21 e il 22 aprile. Il radiante – ovvero il punto da cui sembrano originarsi le meteore – è situato nella costellazione della Lira, vicino alla brillante stella Vega. Questo punto inizierà a salire alto nel cielo dopo la mezzanotte, rendendo le ore comprese tra le 2 del mattino e l’alba le migliori in assoluto per il monitoraggio. Fortunatamente, quest’anno non sarà necessario un equipaggiamento professionale: gli occhi sono lo strumento migliore per catturare il rapido movimento delle scie. Si consiglia di trovare una postazione buia, lontano dalle luci delle città, e di concedere almeno 20 minuti agli occhi per abituarsi all’oscurità. Mentre le Liridi dominano la scena, la fine di aprile segna anche l’inizio dell’attività delle Eta Aquaridi, sebbene queste ultime saranno più visibili nell’emisfero australe e penalizzate dalla luce lunare nelle settimane successive.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?