L’isola di Sao Jorge ha rischiato di essere travolta dalla lava: studio svela nuove informazioni sulle grandi faglie

Nel 2022 uno sciame sismico nelle Azzorre ha fatto presagire un'eruzione imminente, ma non se ne è verificata alcuna. Ora sappiamo perché, e questo significa che il magma può essere più insidioso di quanto pensassimo

Nel marzo 2022, un’enorme colata di magma è risalita da oltre 20km di profondità, fermandosi a soli 1,6km dall’isola portoghese di Sao Jorge, nelle Azzorre, che è stata interessata da migliaia di terremoti. A ricostruire gli eventi uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell’University College London. Il team, guidato da Stephen Hicks, Pablo J. Gonzalez e Ricardo Ramalho, ha utilizzato sismometri sulla terraferma e sul fondale oceanico atlantico per mappare con precisione i punti in cui si verificavano i terremoti. I ricercatori hanno anche raccolto dati satellitari e GPS per osservare il movimento del terreno durante l’evento analizzato.

Stando a quanto emerge dall’indagine, gran parte della risalita è avvenuta con scarsa attività sismica, tanto che la maggior parte dei terremoti si sono verificati dopo che il magma aveva smesso di spostarsi verso la superficie. Secondo le stime del gruppo di ricerca, la quantità totale di magma, che si è mosso in pochi giorni era sufficiente per riempire 32mila piscine olimpioniche. “Il magma – afferma Hicks – si è mosso rapidamente attraverso la crosta terrestre, ma gran parte del suo percorso è stato silenzioso, rendendo difficile prevedere se si sarebbe verificata un’eruzione”.

Nuove informazioni sulle faglie

Le osservazioni, riportano gli esperti, mostrano che la superficie del vulcano si è sollevata di 6cm, confermando che il magma era penetrato nella crosta superficiale. Il magma è risalito attraverso uno dei principali sistemi di faglie dell’isola, la zona di faglia di Pico do Carvao. Studiando le tracce geologiche lasciate da antichi terremoti, gli scienziati avevano precedentemente scoperto che questo sistema di faglie aveva generato grandi terremoti in passato. Ma invece di un singolo grande terremoto, l’attività sismica dovuta alla risalita del magma ha prodotto molti piccoli terremoti concentrati lungo questa faglia.

Il gruppo di ricerca ha quindi ipotizzato che la faglia abbia contribuito a guidare il magma verso l’alto e potrebbe aver favorito la fuoriuscita laterale di gas e fluidi, abbassando la pressione del magma e contribuendo ad arrestarne l’ascesa. “La faglia – conclude Gonzalez – ha contemporaneamente favorito la risalita del magma e impedito un’eruzione. I risultati mostrano che grandi intrusioni di magma possono verificarsi rapidamente e con un preavviso limitato, e che le principali faglie geologiche possono influenzare fortemente il comportamento del magma”.