Un gesto violento e macabro come quello della testa di lupo appesa a un cavalcavia sulla Fi-Pi-Li scuote l’opinione pubblica e riaccende il dibattito sulla gestione della fauna selvatica in Toscana. Un episodio inaccettabile, che non può e non deve rappresentare una risposta a una problematica complessa, ma che allo stesso tempo richiama l’attenzione su una realtà che da anni interessa il mondo agricolo e zootecnico. Secondo Fedagripesca Toscana, federazione degli agricoltori e allevatori di Confcooperative, ignorare o minimizzare l’aumento della presenza dei lupi e i danni causati alle imprese significherebbe alimentare ulteriormente il disagio. Episodi sempre più frequenti, come gli incontri ravvicinati tra persone e lupi registrati a Seravezza, in provincia di Lucca, dimostrano che la questione è ormai anche sociale, oltre che economica e ambientale.
Tra la condanna ferma di ogni atto estremo e la richiesta di un approccio concreto e responsabile, il mondo agricolo chiede ora risposte immediate: strumenti efficaci, monitoraggio costante e un confronto serio tra istituzioni e territori per gestire una convivenza sempre più complessa.
Il comunicato
“Gesti violenti e macabri come quello della testa di lupo appesa ad un cavalcavia sulla Fi-Pi-Li sono inaccettabili e non possono rappresentare una risposta a un problema reale. Allo stesso tempo, però, è altrettanto sbagliato negare o minimizzare una situazione che negli ultimi anni ha prodotto danni significativi alle imprese agricole e zootecniche e che oggi genera crescente preoccupazione anche tra i cittadini”, si legge nella nota.
“Quello che accade sempre più spesso, compresi casi di incontri ravvicinati tra persone e lupi a Seravezza, in provincia di Lucca – continua Fedagripesca Toscana, la Federazione degli agricoltori e allevatori di Confcooperative -, dimostrano che il tema non può essere affrontato né con gesti estremi né con atteggiamenti di negazione. Riteniamo che sia arrivato il momento di fare un passo in più e affrontare la questione in modo concreto e responsabile”.
“Per questo – aggiunge Fedagripesca Toscana – chiediamo l’apertura immediata di un tavolo d’emergenza dedicato alla gestione della presenza del lupo, che coinvolga istituzioni, enti competenti e rappresentanti delle imprese agricole”.
“Gli imprenditori agricoli e zootecnici – spiega la Federazione – vivono da anni una situazione di crescente difficoltà, segnata da predazioni, perdite economiche e da un clima di forte incertezza che rende sempre più complesso portare avanti le attività. La tutela della fauna selvatica resta un valore, ma deve essere accompagnata da strumenti adeguati e da una gestione efficace, basata su monitoraggio costante, prevenzione e interventi proporzionati alla reale presenza della specie sul territorio”.
“Il rischio più grande oggi – conclude Fedagripesca Toscana – è quello di lasciare spazio alla tensione sociale: da un lato episodi violenti che non possono essere giustificati, dall’altro la tendenza a negare l’esistenza del problema. Serve invece responsabilità e concretezza perché solo attraverso un confronto serio e strumenti adeguati sarà possibile garantire sicurezza, tutela delle imprese e rispetto dell’equilibrio naturale”.


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