Maltempo Abruzzo, neve storica sul Gran Sasso: il Rifugio Franchetti emerge appena dalla coltre bianca | FOTO

Maltempo Abruzzo, il rifugio risulta isolato e difficilmente raggiungibile a causa degli accumuli eccezionali

Dopo giorni di maltempo intenso, l’Abruzzo si è risvegliato con uno scenario quasi surreale. I principali rilievi della regione, dal Gran Sasso alla Majella, sono state letteralmente sommerse da metri di neve, mentre nelle aree di fondovalle si contano alluvioni, smottamenti e esondazioni. Un contrasto estremo che racconta la forza di una perturbazione fuori scala, capace di riunire nello stesso momento i rigori dell’inverno e le piogge torrenziali della primavera. Sulle vette del Gran Sasso, lo spettacolo è impressionante. Le immagini aeree realizzate da Luca Festuccia mostrano un paesaggio quasi artico, con il Rifugio Franchetti riconoscibile solo per una piccola parte del tetto che emerge dalla coltre bianca. Attorno, valloni e canaloni colmi di neve fresca fino all’orlo. Osservando attentamente si distingue persino la linea di distacco di una valanga, fortunatamente lontana dal rifugio, ma testimonianza eloquente dell’instabilità dei versanti.

Neve eccezionale Rifugio Franchetti

Chi frequenta da anni la montagna conferma che una simile quantità di neve in aprile non si ricordava da almeno quarant’anni. I dati parlano di accumuli superiori ai tre metri oltre quota 1200/1300 metri, un dato eccezionale per la stagione, dovuto alla combinazione tra aria artica, forti correnti umide mediterranee e temperature rimaste costantemente sotto zero anche a quote medie. Un mix perfetto per nevicate continue e persistenti, alimentate da intense precipitazioni e venti di burrasca.

Nei prossimi giorni sarà necessario un grande lavoro per liberare i rifugi e ripristinare l’accesso alle vie di alta quota. “Ci sarà da scavare parecchio per riaprire pannelli solari, finestre e porte,” racconta chi gestisce lo stesso Rifugio Franchetti. In alcuni casi la neve ha completamente sepolto le coperture, e solo con gli elicotteri si riesce a valutare l’entità reale degli accumuli. Le operazioni di sgombero, a causa del rischio di nuovi distacchi, dovranno procedere con cautela.

A valle, la situazione non è meno seria. Le piogge che hanno accompagnato la perturbazione hanno gonfiato torrenti e fiumi, generando esondazioni localizzate e allagamenti nei centri abitati pedemontani. Fango, detriti e acqua si sono riversati nelle campagne e lungo le strade, con numerosi interventi dei vigili del fuoco e della protezione civile.

E potrebbe non essere finita qui. In questi ultimi due giorni, infatti, il drastico aumento delle temperature e la conseguente fusione di tutta questa neve potrà generare nuove criticità: fiumi pieni, frane e ulteriori esondazioni.

Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:

Di seguito i link per l’accesso diretto alle pagine con le previsioni meteo per le principali città della regione.