Maltempo, Molise in ginocchio: allerta rossa e danni per oltre 300 milioni

Piogge in attenuazione ma resta l’allarme idrogeologico: infrastrutture distrutte, comuni senz’acqua e collegamenti interrotti con l'Abruzzo dopo il crollo del ponte sul Trigno

Il Molise continua a fare i conti con un’ondata di maltempo che, sebbene mostri i primi segnali di attenuazione nelle precipitazioni, mantiene altissimo il livello di criticità su gran parte del territorio regionale. La Protezione Civile ha confermato l’allerta rossa per rischio idrogeologico e idraulico lungo la fascia costiera e nel Molise centrale, dove la saturazione dei suoli e lo scioglimento della neve causato dal rialzo termico rendono il quadro ambientale estremamente fragile. Nonostante le piogge siano meno intense rispetto ai giorni scorsi, la portata dei corsi d’acqua rimane preoccupante a causa dei rilasci controllati dalla diga di Guardialfiera, necessari per gestire l’enorme afflusso idrico accumulato nell’invaso. Il Presidente della Regione, Francesco Roberti, ha già delineato uno scenario drammatico, parlando di una prima stima provvisoria dei danni che supera i 300 milioni di euro, cifra destinata inevitabilmente a salire man mano che procederà il censimento capillare nelle aree colpite.

Infrastrutture colpite e l’isolamento dai confini regionali

La situazione della viabilità è critica. Il governatore Roberti ha confermato che il Molise è attualmente isolato dall’Abruzzo a causa del crollo del ponte sul fiume Trigno e dei numerosi smottamenti che interessano la rete stradale. “Abbiamo dovuto chiudere altri ponti e ci sono fenomeni di dissesto che portano a franare le strade“, ha spiegato il Presidente, sottolineando le enormi difficoltà nei collegamenti, specialmente verso l’Alto Molise.

Oltre ai trasporti, l’emergenza tocca i servizi primari. Due comuni sono attualmente senz’acqua: a Montenero di Bisaccia la piena del Trigno ha distrutto circa 60 metri dell’adduttore principale, interrompendo il flusso idrico nella zona della Marina e in contrada Padula. Tempi lunghi si prevedono per il ripristino, poiché la condotta danneggiata è l’unica a servire la zona per usi potabili e industriali. Disagi analoghi a San Martino in Pensilis, dove una frana ha travolto le tubature cittadine.

Il ruolo della diga del Liscione e i danni all’industria

Nonostante l’esondazione di alcuni corsi d’acqua, la diga di Guardialfiera (invaso del Liscione) ha svolto un ruolo cruciale nella mitigazione della catastrofe. Secondo i dati forniti dalla Regione, l’afflusso in entrata ha toccato i 1000 metri cubi al secondo; attraverso rilasci controllati di 550 metri cubi al secondo, si è evitato che l’ondata di piena travolgesse i centri abitati a valle. “Senza la diga avremmo avuto numerosi allagamenti“, ha dichiarato Roberti, il quale ha però evidenziato i danni subiti dal comparto produttivo. Sebbene le misure preventive abbiano evitato rischi per le persone – con l’interdizione dell’accesso alle fabbriche 12 ore prima dell’emergenza – gli impianti industriali sono stati colpiti duramente. Particolare preoccupazione desta lo stabilimento Stellantis, dove l’acqua ha invaso le gallerie tecniche sotterranee, compromettendo macchinari e magazzini.

Un primo bilancio economico pesantissimo

Il presidente Roberti, reduce da una serie di sopralluoghi dalla costa alle zone montane, ha ribadito che la cifra di 300 milioni di euro rappresenta solo il punto di partenza per la ricostruzione. Il comparto agricolo è tra i più colpiti, con ettari di coltivazioni finiti sotto il fango, ma il peso maggiore grava sulle infrastrutture pubbliche. “Occorrerà fare un censimento capillare di tutto quello che è successo“, ha concluso il governatore, mentre la regione attende con ansia un miglioramento definitivo delle condizioni meteo per poter avviare i primi interventi di somma urgenza.

Oltre 30 strade chiuse per inondazioni e smottamenti

Sono almeno 30 le strade chiuse in Molise dopo il maltempo degli ultimi giorni. A fornire i dati sono i bollettini diffusi dalle amministrazioni provinciali di Campobasso e Isernia. Nel primo caso le arterie impraticabili per inondazione e dissesto sono almeno 25, molte delle quali in Basso Molise; nel secondo caso invece le strade chiuse sono cinque, almeno altre dieci sono interessate da smottamenti, ma restano transitabili.

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