Maltempo Molise, Roberti chiede lo stato d’emergenza: resta massima l’attenzione sulla diga del Liscione

Maltempo Molise, Roberti: “danni per circa 300 milioni di euro”. Il Presidente ha fatto il punto con i Ministri Salvini e Musumeci

Il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, ha chiesto al Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per la gravissima situazione che sta colpendo il territorio. La richiesta arriva dopo giorni di maltempo intenso che hanno provocato allagamenti diffusi, frane, evacuazioni e pesanti danni alla viabilità, con il crollo del ponte sul fiume Trigno lungo la statale 16 che ha compromesso uno dei principali collegamenti tra Molise e Abruzzo. “Il Molise rischia l’isolamento“, ha spiegato Roberti, sottolineando come risultino compromesse sia la viabilità costiera sia quella interna, mentre restano forti criticità anche lungo la rete ferroviaria adriatica.

La Regione è impegnata nel monitoraggio continuo dell’emergenza insieme a Prefettura, Protezione Civile e amministrazioni locali, mentre proseguono gli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione nelle aree più colpite.

Roberti: “danni per circa 300 milioni di euro”

‘Lo stato d’emergenza per Abruzzo, Molise e Puglia sarà decretato a breve dal Governo”, secondo Francesco Roberti, Presidente del Molise, che ha ricevuto precise garanzie dai Ministri Salvini e Musumeci. Con loro, ha fatto il punto della situazione sulla grave emergenza maltempo che ha devastato il Molise, dall’Appenino alla costa. Roberti dopo essere stato fino alla tarda mattina in Basso Molise, si è recato in Alto Molise dove frane e smottamenti hanno quasi isolato il centro più importante, Agnone. ”I danni sono enormi – spiega Roberti all’Adnkronos – una prima stima, che può crescere ulteriormente, arriva a circa trecento milioni di euro. Ne ho già parlato con il Ninistro della Protezione Civile Musumeci, che mi ha garantito l’emanazione di un decreto del Governo per la dichiarazione di stato d’emergenza in Molise, Abruzzo e Puglia, le tre regioni più colpite dall’ondata di maltempo che ha provocato frane e smottamenti in tutto il territorio. Ci sono strade interrotte in ogni zona del Molise, ci deve essere garantito il diritto di raggiungere i centri abitati’‘.

Per le quaranta famiglie sfollate a Termoli la Regione ha disposto la loro sistemazione negli alberghi della città – conclude Roberti – e per la diga del Liscione, pericolo esondazione rientrato, siamo riusciti a governare correttamente il deflusso delle acque”.

Molti Comuni senza acqua o con flusso idrico ridotto

Sono diversi i Comuni molisani, in particolare Ururi, Portocannone, Campomarino, Morrione del Sannio, Santa Croce di Magliano e San Felice del Molise, rimasti senz’acqua o che hanno visto diminuire drasticamente il flusso idrico a causa di guasti, provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che sta interessando la regione, che hanno interessato le condotte adduttrici dello schema acquedottistico “Basso Molise Liscione”, dello schema acquedottistico “Molisano Destro” e quelle dello schema acquedottistico “Sorgente Palantiello”. In tutti questi casi le riparazioni sono rese difficoltose dalle incessanti piogge e dagli allagamenti delle strade che portano agli impianti.

GRIM Scarl – Gestione Risorse Idriche Molisane – continuerà a monitorare la situazione attivando “qualora ne rilevasse la necessità eventuali chiusure in emergenza a garanzia di una razionale fornitura idrica“. Intanto resta la massima allerta sulla diga del Liscione, in provincia di Campobasso, dove sono state aperte le paratie, a causa delle abbondanti precipitazioni, per riuscire ad alleggerire il bacino.

Sindaco di Termoli: “evento superiore al 2003”

“Stiamo affrontando un evento importante, addirittura superiore a quello del 2003“. Lo afferma il sindaco di Termoli, Nicola Balice, commentando l’emergenza maltempo che sta colpendo il basso Molise e le criticità registrate nelle ultime ore. “Lo stiamo affrontando con pacatezza e lucidità, prendendo ad esempio quello che fa la Protezione Civile nazionale – aggiunge – la prima cosa è salvaguardare le vite umane, la seconda è tutelare le attività e chi vi lavora“. Il primo cittadino sottolinea le difficoltà ancora in corso, in particolare nelle zone di Rio Vivo e Marinelle, dove diverse famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. “Faremo il possibile per essere sempre accanto a chi è più fragile in questo momento – prosegue Balice – prometto che li riporteremo a casa il più presto possibile”.

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