Dopo quarantotto ore di violente precipitazioni che hanno flagellato l’intera provincia di Foggia, il cielo è finalmente tornato a schiarirsi, lasciando spazio a un sole che però illumina uno scenario di profonda devastazione per il comparto agricolo locale. Sebbene l’allerta meteo stia rientrando in tutta la Capitanata, la tregua meteorologica ha dato ufficialmente il via alla drammatica conta dei danni, risultati particolarmente pesanti nelle aree rurali dove il torrente Salsola non ha retto la pressione dell’acqua. L’esondazione ha trasformato decine di ettari di terreni fertili in veri e propri laghi artificiali, mettendo a serio rischio le colture stagionali proprio in un momento che avrebbe dovuto segnare la ripresa economica dopo i lunghi mesi di siccità che avevano precedentemente afflitto la regione. Le autorità locali e i residenti stanno ora monitorando con estrema attenzione la velocità di deflusso delle acque dai campi, ma la preoccupazione resta altissima per le ripercussioni a lungo termine. La furia degli elementi ha colpito duramente un’area già geograficamente vulnerabile.
L’esondazione del Salsola e il dramma dei campi allagati
Il cuore dell’emergenza si è spostato dal cielo alla terra. Il torrente Salsola, che scorre parallelamente alla statale 16 in direzione San Severo, è fuoriuscito dai propri argini percorrendo circa 10 km prima di riversarsi con violenza nelle campagne di Marana. Qui, l’acqua ha sommerso tutto ciò che ha incontrato lungo il suo cammino. “C’è oltre un metro di acqua nei terreni, a causa dell’esondazione del torrente Salsola. Non è la prima volta che accade. In 5 anni è la terza volta. I danni per i raccolti sono davvero ingenti“, ha dichiarato all’ANSA Antonello Gentile, agricoltore di Rignano Garganico e proprietario di una decina di ettari colpiti dal fenomeno.
La frustrazione degli agricoltori tra siccità e fango
Per molti produttori locali, l’alluvione rappresenta la beffa che segue il danno. Dopo aver lottato contro una siccità prolungata che aveva fatto temere per la tenuta delle aziende, l’arrivo dell’acqua, anziché portare sollievo, ha causato la perdita potenziale di interi raccolti. Sempre all’ANSA, Gentile evidenzia le possibili negligenze nella gestione del territorio: “La cosa assurda è che non è stata la pioggia in sé ad allagare i campi, quanto lo straripamento del Salsola. Ci sono sicuramente delle responsabilità. Bisogna capire di chi sono. Non puntiamo il dito contro alcuno, ma ci ritroviamo comunque in queste condizioni“.
La situazione è condivisa da numerosi operatori della zona, che ora osservano con impotenza i propri investimenti sommersi dal fango. “Come me, nelle mie condizioni ci sono i miei familiari e altri confinanti – racconta ancora l’agricoltore – Ora bisognerà capire quanto e cosa riusciremo a salvare con tutta l’acqua che ristagna nei campi. Io ho seminato grano e ceci. Altri hanno asparagi, broccoli e altre colture di stagione. Quest’anno che speravamo in un raccolto migliore, dopo periodi prolungati di siccità, ci ritroviamo a fare i conti con quanto accaduto“.


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