Il mare, per l’Italia, non è soltanto un elemento geografico, ma una dimensione identitaria e strategica che attraversa storia, economia e politica. Eppure, per lungo tempo, il Paese ha faticato a riconoscere pienamente il proprio ruolo naturale nel Mediterraneo. Oggi, in un contesto globale sempre più competitivo, il rilancio della centralità marittima torna al centro del dibattito politico ed economico, come dimostrano le parole del premier Giorgia Meloni all’evento di Confindustria dedicato all’economia del mare. “Per noi italiani il mare rappresenta tante cose insieme, identità, ricchezza, storia, cultura, tradizione, ma è anche una delle direttrici fondamentali della nostra proiezione geopolitica. L’Italia è il naturale punto d’accesso all’Europa, è lo snodo geografico tra il vecchio continente, l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia, ed è nel Mediterraneo e non altrove che la nostra nazione ha trovato sempre il segno del proprio destino“, ha dichiarato Meloni in un videomessaggio inviato all’evento in corso a Genova.
“Eppure in troppe occasioni l’Italia è rimasta vittima di un paradosso: essere una penisola, ma non sentirsi e non agire come tale. Una contraddizione che ha finito per soffocare le nostre potenzialità. Ecco perché questo governo ha lavorato fin dall’inizio per capovolgere questa prospettiva, guardando al mare come a una risorsa da valorizzare a 360°, perché il mare tocca trasversalmente ambiti e interessi che sono vitali per noi, dal turismo all’industria, dalla portualità alla sicurezza, dalla tutela dell’ambiente alla cultura, dalle comunicazioni al commercio, dal governo dei flussi migratori alla difesa. Il mare è il motore della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere“, ha sottolineato il Presidente del Consiglio.


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