A Campo Imperatore il maltempo ha finalmente lasciato spazio al sole, ma ciò che emerge tra i raggi di luce è uno scenario che ha quasi dell’incredibile. Dopo giorni di bufere e accumuli eccezionali, il manto nevoso ha raggiunto livelli tali da sommergere completamente, o quasi, i piloni delle seggiovie Fontari e Scindarella. Non si tratta solo di “tanta neve”: siamo di fronte a una situazione che, secondo le testimonianze locali, si è verificata pochissime volte, forse mai con questa evidenza, nemmeno nel cuore dell’inverno più rigido. Le immagini che circolano in queste ore mostrano un paesaggio quasi surreale. Dove di solito scorrono le seggiole cariche di sciatori, ora si distinguono appena le sommità dei piloni che spuntano da una distesa bianca e compatta.
Le linee degli impianti di risalita sembrano sospese su un mare di neve, mentre i pendii circostanti appaiono modellati dal vento, tra cornici, dune e accumuli impressionanti. È il volto più estremo dell’Appennino, quello che raramente finisce sotto i riflettori ma che racconta la potenza degli eventi meteo che possono interessare il massiccio del Gran Sasso.
A documentare questa situazione è stato l’Amministratore Unico del CTGS, Gianluca Museo, che ha condiviso le prime immagini sui propri canali ufficiali. Le foto, scattate dopo il ritorno del bel tempo, mettono in fila dettagli che parlano da soli: scale di servizio sepolte, stazioni di arrivo e partenza circondate dalla neve, aree solitamente utilizzate per l’attesa degli sciatori trasformate in pianori immacolati. Il colpo d’occhio è quello di una località alpina dopo una nevicata storica, ma siamo nel cuore dell’Appennino centrale, a due passi da L’Aquila.
Dal punto di vista operativo, il quadro che si delinea è tutt’altro che semplice. La stazione è attualmente ferma e, al momento, è difficile anche solo ipotizzare una data per la riapertura. Prima di pensare al ritorno degli sciatori sulle piste, sarà necessario valutare con attenzione le condizioni degli impianti, verificare eventuali danni, programmare gli interventi di disgaggio e di messa in sicurezza delle aree più esposte. La neve, per quanto spettacolare, diventa in questi casi un ostacolo tecnico importante: servono mezzi, tempo e, soprattutto, condizioni meteorologiche favorevoli per lavorare in sicurezza.
Le operazioni di ripristino si preannunciano dure e lunghe. Non si tratta soltanto di liberare qualche tratto di pista, ma di riportare alla piena funzionalità un comprensorio che si trova ora sotto metri di neve. Ogni pilone, ogni cavo, ogni struttura dovrà essere ispezionata. Le squadre tecniche dovranno muoversi in un ambiente complesso, con rischio di ulteriori accumuli, scivolamenti di neve e ghiaccio, e con la necessità di procedere passo dopo passo, senza forzature. In questo contesto, la prudenza viene prima di qualunque altra considerazione, anche di fronte alla comprensibile voglia di tornare a sciare.
Per gli appassionati della montagna e dello sci, le immagini di Campo Imperatore suscitano sentimenti contrastanti. Da un lato c’è la meraviglia per uno spettacolo naturale di rara intensità: una montagna colma di neve, come molti vorrebbero vederla ogni inverno. Dall’altro c’è la consapevolezza che proprio questa eccezionalità impone tempi lunghi e scelte ponderate. Una nevicata storica è un tesoro per il turismo bianco, ma lo diventa davvero solo se gestita con criterio e sicurezza, senza improvvisazioni.
In attesa di capire quando gli impianti potranno tornare in funzione, Campo Imperatore resta per ora un’enorme cartolina invernale osservata a distanza. Le foto che rimbalzano sui social e sui canali istituzionali permettono di cogliere tutta la straordinarietà dell’evento, ma ricordano anche quanto la montagna sia un ambiente vivo, capace di sorprendere e di mettere alla prova infrastrutture e organizzazione. La sensazione è che questa ondata di neve resterà a lungo nella memoria di operatori, tecnici e appassionati, come uno di quei momenti in cui la natura ha deciso di alzare l’asticella, mostrando tutta la sua forza.
Per ora, l’unica certezza è che servirà pazienza. La riapertura della stazione sarà possibile solo quando le condizioni lo permetteranno e quando gli impianti saranno riportati in totale efficienza. Fino ad allora, Campo Imperatore continuerà a raccontare, attraverso le sue immagini, una storia di neve straordinaria: un inverno che, almeno quassù, sembra essersi spinto ben oltre l’ordinario.
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