Meteo e Clima: in Calabria nel 2026 piogge già sopra la media annua, ribaltone rispetto al 2025 | DATI

I dati ARPACAL: le indicazioni preliminari per il 2026 suggeriscono un elemento di discontinuità rispetto agli anni precedenti

Il 2025 si conferma in Calabria come un anno segnato da rilevanti criticità climatiche. A delineare il quadro è il rapporto del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL, che analizza le anomalie mensili di precipitazioni e temperature confrontando i dati più recenti con le medie climatiche del trentennio 1991–2020. Il risultato è una fotografia chiara: meno piogge e temperature più elevate. Dal punto di vista pluviometrico, il 2025 ha evidenziato una marcata variabilità tra i mesi, ma con un trend complessivamente inferiore alla norma. Il deficit è risultato particolarmente evidente in autunno, stagione storicamente più piovosa. Criticità significative si sono registrate anche a giugno e settembre, quando le precipitazioni sono scese ben al di sotto dei livelli attesi.

Temperature in aumento, meno neve e riserve idriche ridotte

Sul fronte termico, l’anno ha fatto registrare valori medi superiori ai riferimenti climatici. Gli scostamenti più rilevanti si sono verificati nei mesi di gennaio e giugno, con anomalie che hanno superato i 2°C rispetto alla media. L’analisi combinata di piogge e temperature mette in luce un aspetto particolarmente critico: anche nei periodi con precipitazioni abbondanti, le temperature elevate hanno limitato la formazione di neve. Ciò ha comportato una riduzione dell’accumulo idrico nelle aree montane, con conseguenze dirette sul bilancio delle risorse idriche regionali. Le anomalie più marcate riguardano le precipitazioni nelle zone tirreniche centro-settentrionali, mentre sul piano termico spiccano i valori registrati sull’altopiano della Sila, tra i territori più sensibili agli effetti del riscaldamento. Nel complesso, il 2025 consegna un quadro climatico caratterizzato da condizioni più calde e più aride rispetto alla norma. Una tendenza che ha già prodotto effetti tangibili sulla disponibilità idrica, sugli ecosistemi e sulla gestione del territorio.

Il 2026 apre a un possibile cambio di tendenza

Diverso lo scenario che emerge dalle prime analisi del 2026. I dati preliminari indicano un elemento di discontinuità rispetto agli anni precedenti: nel primo trimestre dell’anno, infatti, a causa delle ripetute fasi di maltempo, le precipitazioni registrate hanno già superato i valori medi annui. Si tratta di un segnale significativo, che suggerisce una possibile inversione nelle dinamiche pluviometriche. Tuttavia, saranno necessari ulteriori dati nei prossimi mesi per confermare un cambiamento strutturale.

Monitoraggio e supporto alle decisioni

ARPACAL continua a rafforzare le attività di monitoraggio e analisi, con l’obiettivo di fornire dati scientifici affidabili a supporto delle decisioni istituzionali. Il report sulle anomalie meteoclimatiche si conferma uno strumento tecnico fondamentale per la pianificazione territoriale e per migliorare la capacità di adattamento della Calabria.

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