Stamattina a Budapest si è reso protagonista un raro e spettacolare vortice di polvere, una sorta di ‘mini tornado’ che si è formato all’improvviso in una zona urbanizzata, sollevando colonne di polvere e piccoli detriti per pochi minuti. Il fenomeno, pur molto scenografico, è stato innocuo e ha soprattutto incuriosito passanti e appassionati di meteo, che lo hanno ripreso con smartphone e videocamere. Il cosiddetto vortice di polvere, noto anche come dust devil, nasce quando il suolo si riscalda in modo intenso e localizzato, ad esempio in una giornata soleggiata su asfalto, terreni secchi o piazzali spogli. L’aria a contatto con il terreno diventa rapidamente molto calda e più leggera rispetto a quella circostante, tende quindi a salire verso l’alto come una bolla. Nel momento in cui questa bolla di aria calda s’innalza, richiama altra aria dai lati per colmare il vuoto che lascia dietro di sé.
Se il vento nei bassi strati non è uniforme e presenta piccole differenze di direzione e velocità, il flusso d’aria che converge verso il centro comincia a ruotare. È proprio questa leggera disomogeneità a innescare il movimento vorticoso, trasformando una semplice corrente ascensionale in una colonna in rotazione. La colonna d’aria che sale si allunga e la rotazione può intensificarsi, rendendo il vortice più evidente e ben strutturato, anche se su scala molto ridotta rispetto a un vero tornado.
A quel punto il vortice si ‘riempie’ visivamente: la sua forza è sufficiente a sollevare polvere, sabbia, terriccio e piccoli frammenti di vegetazione, disegnando in aria la classica colonna sottile e sinuosa. Proprio per questo, in italiano, viene spesso chiamato anche “diavolo di sabbia” o “diavolo di polvere”. Di solito resta confinato in un’area molto limitata e dura pochi minuti, finché il contrasto di temperatura tra suolo e aria si attenua oppure il vortice entra in una zona più fresca o ombreggiata, dove perde rapidamente energia.
L’episodio osservato a Budapest è un esempio perfetto di come anche fenomeni di piccola scala possano trasformare per un attimo il paesaggio urbano, regalando immagini spettacolari senza comportare rischi significativi. Sembra un piccolo tornado nato dal nulla, ma dietro c’è un meccanismo fisico semplice: tanto sole, suolo rovente, aria che sale veloce e un pizzico di turbolenza che mette in moto il mulinello.


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