Moby Prince, Mattarella: “impegnarsi perché simili eventi non si ripetano”

Il ricordo del Moby Prince non è soltanto un dovere della memoria, ma un richiamo concreto alla responsabilità collettiva

A 35 anni dalla tragedia del Moby Prince, il ricordo di quella notte drammatica continua a rappresentare una ferita profonda nella storia della navigazione civile italiana. Il disastro, costato la vita a 140 persone, resta uno degli eventi più gravi e controversi del nostro Paese, segnato non solo dalla perdita di vite umane, ma anche da interrogativi ancora oggi in parte irrisolti. In occasione dell’anniversario, le istituzioni rinnovano il loro omaggio alle vittime e il sostegno ai familiari, riaffermando l’impegno affinché simili tragedie non possano più ripetersi.

Ricorrono 35 anni dalla tragedia che coinvolse il traghetto Moby Prince. La Repubblica si stringe ai familiari di quanti persero la vita, alla città di Livorno che mai potrà dimenticare il dramma vissuto, ai tanti che nel tempo si sono adoperati per ricostruire fatti e responsabilità, riuscendo a chiarire aspetti a lungo oscuri, anche se purtroppo permangono interrogativi che non hanno ricevuto esaustive risposte“, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Centoquaranta morti l’insopportabile prezzo dell’incidente più grave della nostra navigazione civile. Tragedia che poteva e doveva essere evitata e a cui fecero seguito, per altro, disorganizzazione e ritardi nella gestione dei soccorsi. Dal ricordo e dalla memoria che facciamo oggi deve rinnovarsi l’impegno perché simili eventi non possano ripetersi in futuro, alzando l’attenzione sulle norme di prevenzione e sugli standard di sicurezza in mare. Un impegno delle istituzioni e dell’intera comunità“.

Il ricordo del Moby Prince non è soltanto un dovere della memoria, ma un richiamo concreto alla responsabilità collettiva. Come sottolineato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, solo attraverso l’impegno costante delle istituzioni e della società civile è possibile fare piena luce sulle zone d’ombra ancora esistenti e, soprattutto, rafforzare le misure di sicurezza in mare. Dalla memoria di quel dolore deve nascere una rinnovata consapevolezza: la prevenzione e la tutela della vita umana devono restare una priorità assoluta, affinché tragedie simili non abbiano mai più a ripetersi.