Il naufragio del Bayesian non fu causato da una tempesta estrema: è quanto emerge dalle ultime anticipazioni della consulenza meteo richiesta dalla Procura di Termini Imerese. La notte del 19 agosto 2024, davanti a Porticello, le condizioni atmosferiche sarebbero state ben diverse da quelle inizialmente ipotizzate. Secondo i periti, non si verificò una violenta perturbazione, ma un “groppo meteorologico”: un improvviso rinforzo del vento tipico delle fasi che precedono un temporale. Un fenomeno rapido e insidioso, ma non tale da rendere inevitabile il naufragio di un’imbarcazione delle dimensioni e della tecnologia del Bayesian.
La consulenza è netta: lo yacht poteva essere governato e la situazione gestita. Viene così esclusa l’ipotesi di condizioni meteo eccezionali o ingestibili, che nei primi momenti erano state indicate come possibile causa principale della tragedia. A questo punto, il peso dell’indagine si sposta sulle responsabilità umane. Gli investigatori ritengono che alla base del disastro ci siano errori tecnici, valutazioni sbagliate e comportamenti non adeguati da parte dell’equipaggio.
Nel naufragio persero la vita sette persone, tra cui il magnate britannico Mike Lynch e sua figlia Hannah, oltre al cuoco di bordo Recaldo Thomas e ad altre quattro vittime. A distanza di oltre un anno e mezzo, il quadro che emerge è sempre più chiaro: non fu il meteo a condannare il Bayesian, ma una catena di decisioni che potrebbe aver trasformato un fenomeno gestibile in una tragedia.


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