New Glenn di Blue Origin sfida la gravità: completato il test per il primo storico riutilizzo

Il vettore di Blue Origin supera l'accensione statica a Cape Canaveral in vista del lancio della missione NG-3 previsto per domenica

Il razzo New Glenn di Blue Origin ha compiuto un passo decisivo verso il suo storico primo riutilizzo completando con successo un test di accensione statica della durata di 19 secondi presso la Cape Canaveral Space Force Station in Florida. L’operazione, svoltasi nella mattinata del 16 aprile ora locale, ha visto i 7 motori del primo stadio sprigionare la loro potenza mentre il vettore restava saldamente ancorato alla rampa di lancio, confermando la solidità strutturale e la prontezza dei sistemi di bordo in vista del prossimo impegno operativo. Questa tappa fondamentale mantiene il cronoprogramma della missione NG-3 perfettamente allineato per il decollo previsto domenica 19 aprile alle 06:45 ora locale (12:45 ora italiana), segnando il debutto ufficiale della tecnologia di recupero e impiego multiplo per il colosso spaziale di Jeff Bezos. Dopo il debutto di gennaio 2025 e il successo della missione marziana ESCAPADE dello scorso novembre, l’azienda si appresta ora a dimostrare la sostenibilità economica del suo ambizioso programma di esplorazione attraverso la rigenerazione dei componenti chiave e l’ottimizzazione dei processi di lancio verso l’orbita terrestre bassa.

L’innovazione tecnica e la strategia di Blue Origin

La missione NG-3 rappresenta un momento di svolta poiché impiegherà un booster già reduce da un volo precedente. Si tratta dello stesso primo stadio che, lo scorso novembre, è atterrato dolcemente sulla nave-drone “Jacklyn” nell’Oceano Atlantico dopo aver lanciato le sonde della NASA verso Marte. Per questo specifico volo, tuttavia, Blue Origin ha adottato un approccio cautelativo: pur riutilizzando la struttura esterna del booster, i tecnici hanno sostituito tutti i 7 motori principali.

Il CEO Dave Limp ha spiegato che questa decisione permette di testare importanti aggiornamenti, tra cui un nuovo sistema di protezione termica applicato a uno degli ugelli dei motori. I propulsori utilizzati nella precedente missione NG-2 non sono stati accantonati, ma verranno impiegati in lanci futuri dopo ulteriori analisi. L’obiettivo finale resta ambizioso: la progettazione del New Glenn, che raggiunge i 98 metri di altezza, punta a garantire che ogni primo stadio possa volare almeno 25 volte, abbattendo drasticamente i costi di accesso allo Spazio.

Un gigante in orbita: il satellite BlueBird Block 2

Il carico utile della missione NG-3 è altrettanto significativo dal punto di vista tecnologico. Il razzo trasporterà in orbita terrestre bassa un satellite BlueBird Block 2 per conto della società texana AST SpaceMobile. Questo apparato è progettato per fornire connettività internet direttamente ai telefoni cellulari, eliminando la necessità di infrastrutture terrestri in aree remote o non servite. I satelliti di classe Block 2 si distinguono per dimensioni senza precedenti nel settore commerciale. L’antenna di cui sono dotati copre una superficie di circa 223 metri quadrati, un incremento enorme rispetto ai 64,4 metri quadrati dei modelli precedenti. Questa vasta area di ricezione è fondamentale per garantire una potenza di segnale sufficiente a stabilire connessioni stabili con i comuni smartphone a terra, rendendo il BlueBird uno degli oggetti artificiali più grandi e visibili attualmente in orbita. Se il lancio di domenica avrà successo, Blue Origin consoliderà la sua posizione come attore primario nel mercato dei lanci pesanti e dei servizi satellitari di nuova generazione.