New Glenn spicca storico volo: il nuovo razzo di Blue Origin raggiunge l’orbita, persi i contatti col booster | FOTO e VIDEO

Il debutto di New Glenn rappresenta un banco di prova cruciale per l’azienda di Jeff Bezos

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Dopo diversi rinvii e ostacoli tecnici, Blue Origin ha lanciato il suo razzo pesante New Glenn: il liftoff, dopo una serie di rinvii, è avvenuto alle 08:03 ora italiana di oggi 16 gennaio. New Glenn avrebbe dovuto decollare il 10 gennaio, ma le condizioni meteorologiche avverse nell’Oceano Atlantico hanno costretto Blue Origin a posticipare la missione. La piattaforma di atterraggio per il primo stadio del razzo, una nave appositamente attrezzata chiamata “Jacklyn”, non avrebbe potuto operare in sicurezza a causa dei mari agitati. Quando finalmente le condizioni sembravano favorevoli, un nuovo ostacolo è emerso il 13 gennaio: la formazione di ghiaccio in una linea di spurgo di un sistema idraulico critico del razzo ha costretto i tecnici a sospendere il lancio. Secondo Blue Origin, non c’era abbastanza tempo per risolvere il problema prima della chiusura della finestra di lancio.

Il lancio di oggi, l’orbita e il booster

Come più volte evidenziato, lo scopo primario di questo test era il raggiungimento dell’orbita, obiettivo raggiunto dal secondo stadio dopo circa 8 minuti e mezzo dal liftoff. Sfortunatamente sono stati persi i contatti con il booster, il primo stadio, che avrebbe dovuto atterrare in una piattaforma nell’Atlantico appositamente progettata.

L’atterraggio del razzo “è incredibilmente difficile da realizzare, soprattutto la prima volta che lo si prova, e potremmo anche dire che siamo un po’ pazzi a provarci al primo volo, ma i dati della missione che otteniamo volando sono incredibilmente preziosi“, ha affermato Ariane Cornell, vicepresidente dei sistemi spaziali di Blue Origin.

Congratulazioni per aver raggiunto l’orbita al primo tentativo“: così il fondatore di SpaceX Elon Musk si congratula su X con Jeff Bezos per il lancio di New Glenn.

New Glenn spicca il volo, il momento del liftoff

New Glenn, le sfide tecniche

New Glenn, con i suoi 98 metri di altezza, è un progetto ambizioso che rappresenta un passo cruciale per Blue Origin nel settore dei lanci orbitali. Progettato per essere riutilizzabile, almeno nel suo primo stadio, il razzo punta a ridurre significativamente i costi delle missioni spaziali, seguendo una filosofia già adottata con successo da SpaceX.

La missione inaugurale, denominata NG-1, è caratterizzata da una versione sperimentale della piattaforma spaziale Blue Ring. Questo test servirà a raccogliere dati fondamentali per le future missioni e a dimostrare le capacità tecnologiche del razzo.

New Glenn deve il suo nome a John Glenn, il primo americano ad orbitare attorno alla Terra, un omaggio alla storia dell’esplorazione spaziale. Con una capacità di carico notevole e una struttura 5 volte più alta del New Shepard – il razzo suborbitale di Blue Origin utilizzato per voli turistici – New Glenn si propone come un protagonista di primo piano nel mercato spaziale commerciale.

La strada verso il successo

Con concorrenti agguerriti come SpaceX, che ha consolidato la sua leadership grazie a una serie di lanci di successo, il debutto di New Glenn rappresenta un banco di prova cruciale per l’azienda di Bezos.