Oceani bollenti e l’ombra di El Niño: aprile 2026 sfiora i massimi storici di temperatura

Le stime del Copernicus Marine Service confermano il secondo aprile più caldo di sempre per le acque marine. Nel Pacifico equatoriale si registrano temperature senza precedenti, mentre le previsioni climatiche suggeriscono il ritorno di El Niño nella seconda metà dell'anno

Le acque del nostro pianeta continuano a riscaldarsi, confermando una tendenza climatica che richiede la massima attenzione. Secondo le stime fornite dal sistema di previsione del Copernicus Marine Service dell’Unione Europea, gestito da Mercator Ocean International, aprile 2026 si appresta a diventare il 2° aprile più caldo mai registrato per l’oceano globale. I dati preliminari indicano una temperatura media della superficie del mare pari a 21,08°C, un valore che si posiziona a un passo dal record assoluto di 21,10°C stabilito nell’aprile 2024.

L’allarme nel Pacifico e l’evoluzione del ciclo ENSO

Le anomalie termiche più significative si stanno concentrando nell’Oceano Pacifico. Come sottolineato da Simon van Gennip, “dopo marzo, stiamo assistendo nuovamente a un aprile molto caldo, con temperature superficiali che si avvicinano a livelli simili ai record registrati nel 2024: temperature superiori alla media nel Pacifico, in particolare nella fascia equatoriale, una regione che monitoreremo attentamente nelle prossime settimane“. In quest’area chiave, compresa tra i 30°S e i 30°N, le acque che avevano iniziato a scaldarsi a gennaio hanno mantenuto un riscaldamento progressivo fino alla fine di aprile.

Attualmente, l’assenza di zone più fredde della media nel Pacifico centrale indica che le condizioni del ciclo ENSO (El Niño-Southern Oscillation) sono in una fase neutra. Tuttavia, gli esperti guardano con apprensione ai prossimi mesi: le previsioni stagionali elaborate da diversi centri climatici, tra cui il Copernicus Climate Change Service (C3S), indicano una probabile transizione verso le condizioni di El Niño durante la seconda metà dell’anno.

I dati chiave: ondate di calore e mari europei

L’impatto di questo surriscaldamento si riflette in modo inequivocabile sulla frequenza e sull’estensione delle ondate di calore marino (MHW). A livello globale, il 46% delle acque oceaniche è stato colpito da queste ondate anomale di calore, segnando la terza estensione più ampia di sempre dopo le annate critiche del 2016 (48%) e del 2024 (53%). La situazione appare  estrema nel Pacifico equatoriale, dove la temperatura media superficiale ha toccato i 26,99°C, stabilendo il record assoluto per il mese di aprile (superando i 26,86°C del 2017). In questa regione, le ondate di calore marino hanno interessato ben il 57% della superficie, superando l’estensione massima registrata nel 2024. Il calore anomalo ha colpito duramente anche le coste del Nord e Sud America, con ondate persistenti e di forte intensità.

Anche le acque che bagnano il continente europeo confermano il quadro generale. Il Mar Mediterraneo ha registrato una temperatura media di 17,16°C, classificandosi come il 4° mese di aprile più caldo di sempre, dietro agli anni 2025, 2016 e 2023. Quasi l’intero bacino mediterraneo (l’89%) ha sperimentato temperature superiori alla norma, mentre l’Atlantico settentrionale si è attestato sui 20,61 gradi centigradi, risultando il nono aprile più caldo della storia.

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