Il 6 aprile 2026 l’umanità ha toccato il suo punto di massima dispersione nel vuoto cosmico. Mentre la capsula Orion, denominata “Integrity“, scivolava silenziosa oltre il lato oscuro della Luna con i 4 astronauti della missione Artemis II a bordo, si è creato un divario senza precedenti con altri esseri umani presenti nello Spazio. I calcoli dell’astrofisico Jonathan McDowell hanno confermato che la distanza tra l’equipaggio lunare e i 3 taikonauti a bordo della stazione spaziale cinese Tiangong ha raggiunto il picco di 419.643 km. Si tratta di un valore che riscrive i libri dei record, superando di misura anche la distanza con la Stazione Spaziale Internazionale e segnando un momento di svolta fondamentale nella nostra percezione di specie multi-planetaria.
Il sorpasso sullo storico primato di Apollo 13
Per decenni, il punto di riferimento per la massima distanza mai raggiunta tra esseri umani è rimasto legato alla drammatica odissea dell’Apollo 13. Nell’aprile del 1970, dopo l’esplosione di un serbatoio d’ossigeno, gli astronauti della NASA furono costretti a utilizzare la gravità lunare come fionda per tornare verso casa, raggiungendo l’apogeo più lontano dalla Terra. Tuttavia, in quell’epoca non esistevano stazioni spaziali stabilmente abitate in orbita terrestre. La presenza simultanea della capsula “Integrity” nell’orbita lunare e della stazione Tiangong attorno al nostro pianeta ha permesso di estendere questo limite di diverse centinaia di km, aggiungendo un nuovo tassello alla storia delle conquiste extra-atmosferiche.
Una nuova prospettiva per la civiltà umana
Il calcolo di questo record è nato da un’intuizione di McDowell, stimolata dalla curiosità degli utenti sui social e verificata incrociando i dati di traiettoria della missione Artemis con la posizione della base orbitale cinese. Inizialmente, McDowell aveva ipotizzato che la distanza massima fosse stata raggiunta rispetto agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Tuttavia, calcoli più precisi hanno rivelato che la stazione cinese Tiangong si trovava in una posizione leggermente più remota nel momento del massimo allontanamento della Orion.
L’importanza di questo traguardo risiede nel cambio di paradigma che esso comporta. Non ci stiamo più chiedendo soltanto quanto l’uomo possa allontanarsi dalla Terra, ma stiamo iniziando a misurare quanto la nostra civiltà sia effettivamente diffusa nello Spazio. È l’inizio di una nuova era: se oggi misuriamo i km tra la Luna e la Terra, un domani potremmo calcolare la distanza con le colonie su Luna e Marte.


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