Manca esattamente una settimana all’inizio di uno degli appuntamenti astronomici più attesi della stagione primaverile: la pioggia di meteore delle Liridi. Questo fenomeno naturale si manifesta ogni anno quando la Terra attraversa la scia di detriti lasciata dalla cometa C/1861 G1 Thatcher, regalando agli osservatori uno spettacolo di scie luminose che attraversano la volta celeste nelle ore che precedono l’alba. Secondo i dati forniti dall’American Meteor Society, l’attività delle Liridi inizierà ufficialmente il 16 aprile per concludersi il 25 dello stesso mese, raggiungendo la sua massima intensità intorno al 22 aprile. In questa occasione sarà possibile avvistare 15/20 stelle cadenti ogni ora, pronte a solcare il firmamento con improvvise fiammate di luce.
L’origine del fenomeno e la costellazione della Lira
Le cosiddette “stelle cadenti” si verificano quando minuscoli frammenti di comete o asteroidi entrano in contatto con l’atmosfera terrestre. Durante la loro discesa verso il suolo, questi detriti creano brevi scie infuocate a causa dell’attrito intenso generato dall’impatto con i gas atmosferici. Per quanto riguarda le Liridi, le meteore sembrano avere origine da un punto preciso del cielo, chiamato radiante, situato vicino alla brillante stella Vega nella costellazione della Lira.
Questa costellazione è facilmente individuabile: sorge a Nord/Est durante la serata e sale progressivamente più in alto verso l’alba. Le Liridi sono note per produrre meteore veloci e luminose che solitamente non lasciano scie persistenti, ma hanno il potenziale di generare spettacolari bolidi. Questi ultimi si formano quando frammenti più grandi della cometa Thatcher colpiscono l’atmosfera, creando bagliori di eccezionale intensità.
Quando e come osservare lo spettacolo al meglio
Il momento migliore per l’osservazione è fissato nelle notti intorno al 22 aprile. In questa finestra temporale, il radiante sarà posizionato alto sopra l’orizzonte orientale e la Luna, una falce crescente, sarà già tramontata. Questa condizione garantirà un cielo sufficientemente buio, ideale per individuare anche le meteore meno brillanti. Per massimizzare le possibilità di avvistamento, il consiglio degli esperti è di allontanarsi il più possibile dalle luci cittadine. È fondamentale concedere ai propri occhi circa 20-30 minuti per abituarsi all’oscurità. Se fosse necessaria una fonte di illuminazione, è preferibile utilizzare una luce rossa, che permette di vedere dove si cammina senza compromettere la visione notturna, mantenendo lo sguardo pronto a cogliere ogni minimo guizzo di luce nel cielo primaverile.


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