Siamo nel cuore della primavera, eppure il paesaggio alpino piemontese ha deciso di indossare nuovamente il suo abito più candido, sfidando il calendario con una nevicata suggestiva per intensità. Il tiepido sole dei giorni scorsi è ormai un ricordo sbiadito, cancellato dall’arrivo di una depressione che dall’Algeria risale verso il Mar Tirreno, portando con sé un carico di umidità che si è trasformato in una coltre soffice sulle vette più alte della regione. Dai 2.300 metri in su, l’accumulo è già significativo, regalando uno scenario che sembra appartenere a un altro tempo, una sospensione magica in cui il verde delle vallate prova a resistere all’avanzata prepotente del bianco cristallino. Questa metamorfosi meteorologica trasforma il silenzio delle alte quote in un racconto d’inverno tardivo, dove l’aria profuma di freddo e le nubi avvolgono i picchi in un abbraccio grigio e denso.
Lo sbarramento delle Graie e la metamorfosi del Rifugio Selleries
Il fenomeno sta colpendo con particolare vigore i comparti delle Alpi Graie e Pennine, dove l’effetto di sbarramento orografico, alimentato da un umido flusso di Scirocco, sta favorendo accumuli abbondanti. Al Rifugio Selleries, la pioggia battente si è mutata in neve molto umida, con fiocchi pesanti che durante i rovesci più intensi sono riusciti a spingersi temporaneamente fin verso i 1.400 metri. Questa ondata di maltempo, che regala immagini da cartolina invernale in piena stagione di risveglio, inizierà ad attenuarsi gradualmente a partire dal settore settentrionale, esaurendosi definitivamente nella giornata di domani.
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