Mentre il Sud Italia è colpito da piogge persistenti e bacini ormai al limite, il Paese si prepara paradossalmente a fronteggiare una nuova emergenza idrica. Il possibile ritorno di El Niño riaccende infatti il timore di un’estate dominata da caldo e siccità. In un contesto climatico sempre più instabile, l’alternanza tra surplus e carenza d’acqua evidenzia tutte le fragilità strutturali della gestione idrica nazionale, rilanciando l’urgenza di interventi concreti per trattenere e valorizzare una risorsa sempre più preziosa.
“Mentre sui social fa eco lo slogan “Save water, no war”, la notizia meteorologica di questa settimana in Italia è una non-notizia: continua a piovere sul Mezzogiorno e sulle isole! Torna, però, lungo la Penisola, la paura di El Niño che, come osservato negli anni più recenti, potrebbe favorire l’alta pressione africana durante l’estate con conseguenti ondate di calore, siccità, temperature sopra la media (in Italia ed in Europa) e che potrebbero persistere anche nella stagione autunnale, accompagnate da fenomeni meteorologici di forte intensità“: è quanto si legge nel consueto report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
“Nella prospettiva di questo scenario fa rabbia la consapevolezza delle risorse idriche, sversate a mare nelle scorse settimane proprio in quelle zone, che più hanno sofferto la sete nei mesi scorsi: il timore è di dover rimpiangere quella sovrabbondanza d’acqua, qualora si verificasse un protrarsi della stagione secca e del clima torrido” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala anche “come sia ormai ricorrente che alle emergenze idriche possano seguire eventi meteo estremi: fu così nel 2022 nelle Marche e nel 2023 in Emilia-Romagna come nel resto dell’Italia settentrionale; è stato così a Gennaio e Febbraio di quest’anno in Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata ed è accaduto pochi giorni fa in Puglia, ultimo territorio che era ancora in sofferenza idrica“.
“Di fronte all’evidenza è quanto mai urgente avviare il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Invasi Multifunzionali, proposto con Coldiretti: avrebbero anche la funzione di calmierare l’estremizzazione degli eventi atmosferici – ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Questa settimana abbiamo presentato il contributo ideativo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione al Piano Idrico del Paese: 266 progetti cantierabili lungo l’intero Stivale e che, grazie ad un investimento di 7 miliardi e 300 milioni, non solo miglioreranno la condizione del territorio italiano, ma attiveranno oltre 57.000 posti di lavoro: i progetti ci sono ed anche le risorse, almeno in parte: spetta a chi di dovere accelerare per dare risposte concrete di adattamento alla crisi climatica”.
Per quanto riguarda i dati del report settimanale, al Nord si registra una crescita nei livelli dei grandi laghi Verbano (riempimento:100%), Lario (44,7%), Sebino (37,1%) e Benaco (riempimento: 84,3%).
In Valle d’Aosta “si riducono le portate della Dora Baltea, mentre si accrescono notevolmente quelle del torrente Lys, che si attesta a quasi 11 metri cubi al secondo.
In Piemonte, un deciso aumento di portata viene registrato dal fiume Tanaro ed in crescita sono anche Stura di Demonte e Toce.
In Lombardia, la fusione della scarsa neve in quota procede più rapidamente del consueto, ampliando il già consistente “gap” con i valori storici dell’indice SWE (Snow Water Equivalent), che ora segna -44,9%; complessivamente le riserve idriche della regione ammontano ora a 2257 milioni di metri cubi con un deficit di mln. mc. 1011 (fonte: ARPA Lombardia)!
Incrementi di portata sono invece registrati da tutti i fiumi del Veneto, dove il deficit idrico resta comunque significativo: Bacchiglione -60%, Adige -40%, Brenta -39%.
Alterno è l’andamento idrometrico del fiume Po, i cui flussi, nel settore piemontese, tornano sopra la media; nel tratto emiliano-lombardo, invece, il deficit di portata rimane consistente (a Pontelagoscuro -61%).
In Emilia-Romagna sono ben 4 fiumi appenninici (Santerno, Reno, Enza, Trebbia), che hanno valori di portata più scarsi dei minimi storici.
In Liguria, i livelli idrometrici dei fiumi Vara ed Argentina sono in calo“.
Anche in Toscana, al netto delle ultime piogge, “l’andamento idrometrico dei fiumi risulta negativo.
Nelle Marche si riducono notevolmente le portate fluviali di Potenza, Esino, Tronto e Sentino; nei bacini, la riserva idrica è però abbondante e quantificabile in mln. mc. 54,84.
In Umbria recupera il livello del lago Trasimeno (+cm. 7) dopo il brusco calo registrato la settimana scorsa (fonte: Centro Funzionale-Protezione Civile); sono in calo le portate dei fiumi Chiascio e Topino.
Nel Lazio tornano a scendere seppur lievemente i livelli dei laghi di Albano e Nemi, che sembrano avere esaurito l’inversione di tendenza, che aveva permesso il recupero di preziosi centimetri nei mesi scorsi, interrompendo il declino idrico, che da troppi anni sta compromettendo i preziosi ecosistemi lacustri dei Castelli Romani; in leggera riduzione sono le portate dei fiumi Tevere ed Aniene a Roma e Velino, in provincia di Rieti.
In Campania viene segnalato l’abbassamento dei livelli idrometrici nei fiumi Volturno, Sele e Garigliano.
In Basilicata, i livelli degli invasi vengono mantenuti ad una quota di sicurezza ed i volumi trattenuti si sono così ridotti di quasi 26 milioni di metri cubi in due settimane.
In Puglia, i bacini della Capitanata sono al colmo (mln. mc. 291,56) e la diga di Occhito, che trattiene poco più di 221 milioni di metri cubi, è costretta a mantenere le paratoie aperte per garantire la sicurezza idraulica dei territori di Basso Molise e Foggiano.
In Sicilia, anche Marzo è stato un mese umido con precipitazioni medie stimabili in mm. 111, mentre nella prima decade di Aprile sono mediamente già caduti circa 30 millimetri di pioggia: il 2026 si sta così finora rivelando un anno straordinario dal punto di vista pluviometrico“.
Infine in Sardegna “ci sono invasi pieni per oltre il 94% e precipitazioni, che continuano a sferzare l’isola anche in questi giorni“, conclude il report ANBI.


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