Il venti aprile i cieli sopra il vulcano Maunakea, nelle meravigliose isole Hawaii, si sono illuminati con una geometria spettacolare e inaspettata che ha lasciato gli osservatori letteralmente senza fiato. La fotocamera Subaru-Asahi StarCam, montata sul telescopio Subaru, ha immortalato una gigantesca spirale luminosa in perfetta espansione nel cuore della notte stellata. Questo straordinario fenomeno visivo possiede una spiegazione ingegneristica ben precisa. L’origine della figura luminescente è infatti intimamente collegata alla missione aerospaziale condotta dall’azienda californiana di Elon Musk. Si tratta dell’accensione del motore e del successivo rilascio di propellente appartenente al secondo stadio del vettore Falcon 9 di SpaceX, impegnato in un’importante operazione per conto della Space Force degli Stati Uniti d’America.
Un nuovo satellite per il sistema GPS
L’obiettivo principale della missione, partita dalla base spaziale di Cape Canaveral (Space Launch Complex 40) in Florida martedì 21 aprile alle 02:53, era il posizionamento in orbita terrestre media del satellite GPS III-8. Il dispositivo è stato battezzato “Hedy Lamarr” in onore della celebre attrice di Hollywood e geniale inventrice che nel 1941 brevettò la tecnologia di frequency-hopping, essenziale per lo sviluppo delle moderne comunicazioni radio sicure.
Questo satellite va ad aggiungersi a una costellazione orbitante a oltre 20mila km di altitudine. La nuova generazione di dispositivi GPS rappresenta un salto tecnologico formidabile, vantando una precisione tre volte superiore e una resistenza alle interferenze 8 volte maggiore rispetto ai modelli precedenti. Il GPS III-8 si unisce così a una serie illustre di veicoli spaziali che portano nomi di pionieri come Sally Ride, Neil Armstrong e Amelia Earhart.
La scienza dietro la spirale
Come si è formata l’ipnotica figura catturata dalle telecamere alle Hawaii? La risposta risiede nelle rigorose procedure di sicurezza adottate durante i voli orbitali. Dopo aver rilasciato con successo il satellite nella sua traiettoria prestabilita, il serbatoio del Falcon 9 conteneva ancora del propellente residuo. SpaceX ha effettuato lo scarico controllato di questo carburante dallo stadio superiore del razzo, che in quel momento stava ruotando lentamente su se stesso. Questa operazione di sfogo è fondamentale per prevenire pericolose esplosioni accidentali nello Spazio. Nel vuoto quasi assoluto dell’ambiente spaziale, il propellente espulso si è rapidamente espanso, congelandosi in minuscole goccioline e cristalli di ghiaccio che, colpiti dalla luce, hanno disegnato la magnifica spirale.

Il successo del riutilizzo
Il volo del GPS III-8 ha segnato un ulteriore successo per il programma di riciclo aerospaziale dell’azienda. Il primo stadio del vettore Falcon 9 impiegato per questa missione aveva già affrontato l’ambiente ostile dello Spazio, avendo completato in precedenza ben 6 lanci per la rete Starlink. Pochi minuti dopo la separazione degli stadi, il propulsore principale ha fatto il suo spettacolare ritorno sulla Terra, atterrando con precisione chirurgica sulla nave drone “Just Read the Instructions”, posizionata in attesa nell’Oceano Atlantico.


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