Stelle cadenti, Liridi in scena: al via lo spettacolo delle meteore d’aprile

Uno degli sciami più antichi della storia torna a illuminare i cieli italiani in condizioni di visibilità eccezionali grazie all'assenza della Luna

Il cielo notturno di aprile si prepara a regalare uno degli appuntamenti più suggestivi per gli appassionati di astronomia, grazie al ritorno dello sciame meteorico delle Liridi. Proprio in queste ore, a partire da ieri 14 aprile, la Terra ha iniziato a incrociare la scia di detriti lasciata dalla cometa Thatcher, dando il via a una danza luminosa che ci accompagnerà per tutta la seconda metà del mese. Rispetto agli anni passati, il 2026 si preannuncia come un’occasione davvero ghiotta per l’osservazione, poiché le condizioni astronomiche risultano quasi perfette. La concomitanza tra il picco di attività e una Luna ridotta a una sottile falce crescente permetterà di godere del buio necessario per scorgere anche le scie più deboli. Non serviranno attrezzature professionali per partecipare a questo evento, ma basterà volgere lo sguardo verso l’alto e lasciarsi sorprendere dalla velocità di questi piccoli frammenti spaziali che sfrecciano nell’atmosfera terrestre. Quest’anno l’oscurità del cielo giocherà a favore di chiunque decida di allontanarsi dalle luci cittadine per immergersi nella contemplazione della volta celeste, offrendo una visibilità che raramente si ripete con tale precisione. Sarà una finestra temporale ideale per riscoprire il fascino delle “stelle cadenti” in un contesto primaverile unico.

Le origini millenarie dello sciame e la cometa Thatcher

Le Liridi rappresentano uno degli sciami meteorici più antichi documentati dall’uomo. La loro origine risale ai detriti lasciati dalla cometa C/1861 G1 Thatcher, un corpo celeste che orbita attorno al Sole circa ogni 415 anni. Ogni volta che il nostro pianeta attraversa la scia di polveri lasciata dal passaggio di questa cometa nel lontano 1861, piccoli frammenti entrano in collisione con l’atmosfera a una velocità impressionante di circa 49 km/s. Questo impatto ad altissima velocità brucia i detriti, creando le caratteristiche strisce luminose che spesso lasciano dietro di sé scie persistenti per diversi secondi. Sebbene la frequenza media si attesti sulle 15-20 meteore all’ora, le Liridi sono note per i loro improvvisi aumenti di intensità. In passato, sono stati registrati picchi sorprendenti che hanno trasformato una tranquilla sessione di osservazione in una vera e propria pioggia luminosa, rendendo questo evento una priorità per gli astrofili esperti.

Come e quando osservare il picco delle meteore

Sebbene l’attività sia iniziata ieri, il momento culminante è previsto per la notte tra il 21 e il 22 aprile. Il punto da cui sembrano originare le meteore, chiamato radiante, si trova nella costellazione della Lira, che sorge a Nord/Est e raggiunge la sua massima altezza poco prima dell’alba. Tuttavia, si consiglia di non fissare un unico punto: le meteore possono apparire in qualsiasi zona della volta celeste. Quest’anno, la Luna giocherà un ruolo fondamentale a favore degli osservatori. Essendo in fase di falce crescente e prossima alla Luna nuova (prevista per il 17 aprile), il disturbo luminoso sarà minimo. Questo “periodo di buio”, iniziato già lo scorso 10 aprile, permetterà di scorgere anche le meteore meno luminose, che solitamente vengono cancellate dal chiarore lunare o dall’inquinamento luminoso urbano.

Oltre le meteore: gli incontri planetari di aprile

Il mese di aprile non si limita a offrire lo spettacolo delle Liridi. Il calendario astronomico di questi giorni è particolarmente ricco di eventi che vedono protagonisti i pianeti del nostro sistema solare. Il 22 aprile, in coincidenza con il picco dello sciame, si verificherà una spettacolare congiunzione tra la Luna e Giove. Il nostro satellite, illuminato solo al 36%, apparirà a pochi gradi di distanza dal gigante gassoso all’interno della costellazione dei Gemelli, creando un quadro visivo di rara bellezza subito dopo il tramonto. Il giorno successivo, il 23 aprile, sarà invece il turno di Venere. Il pianeta dell’amore passerà estremamente vicino all’ammasso stellare delle Pleiadi verso Ovest.