Una scossa di terremoto si è verificata al largo della Grecia alle 20:11 locali (le 19:11 italiane) di oggi, mercoledì 1 aprile. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 4.8 con epicentro in mare, davanti alle coste meridionali del Paese. Il sisma è avvenuto ad una profondità di 16km. Non sono noti danni a persone o cose.
La Grecia: uno dei cuori sismici del Mediterraneo
Quando si verifica un terremoto come quello registrato oggi al largo delle coste meridionali della Grecia, si entra immediatamente in una delle aree più dinamiche dal punto di vista geologico di tutto il continente europeo. Non si tratta di un evento isolato o anomalo, ma di un episodio che si inserisce in una lunga e continua storia di attività sismica.
La Grecia, infatti, è considerata la regione con la più alta sismicità dell’Europa e una delle più attive dell’intero bacino mediterraneo. Qui si concentrano numerosi terremoti, anche di magnitudo superiore a 4, e non sono rari eventi più forti che superano magnitudo 6 o 7 . Il sisma odierno, con magnitudo 4.8 e profondità di 16 km, rientra quindi perfettamente in questo contesto di attività frequente e diffusa.
La macchina geologica: la subduzione dell’Arco Ellenico
Per capire davvero perché la Grecia “trema” così spesso bisogna immaginare la Terra come un gigantesco puzzle in movimento. In questa regione, uno dei processi fondamentali è la cosiddetta subduzione: la placca africana si muove lentamente verso nord e scivola sotto la microplacca egea.
Questo sistema prende il nome di Arco Ellenico, una grande struttura curva che si estende dal Mar Ionio fino al Dodecaneso. È proprio lungo questa fascia che si concentra la maggior parte dei terremoti . Il movimento non è rapido – pochi millimetri all’anno – ma accumula energia nel tempo, energia che viene rilasciata improvvisamente sotto forma di terremoti.
La particolarità di quest’area è che non esiste una sola faglia principale, ma una rete complessa di strutture tettoniche attive, sia in mare che sulla terraferma. Questo spiega perché i terremoti possano verificarsi in modo diffuso, anche in mare aperto, come nel caso della scossa odierna.





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